
Il Giubileo mariano a Monte Berico vedrà giovedì 9 aprile la celebrazione presieduta dal vescovo Giuliano Brugnotto con le persone con disabilità, le famiglie, gli operatori e i volontari del territorio diocesano.
Giubileo mariano a Monte Berico, il vescovo e il valore della fragilità
Nell’anno in cui ricorre il seicentenario della prima apparizione della Madonna di Monte Berico, la diocesi di Vicenza propone un appuntamento di forte significato spirituale e umano. Giovedì 9 aprile alle 10, al Santuario di Monte Berico, il vescovo Giuliano Brugnotto presiederà la Santa Messa del Giubileo mariano a Monte Berico dedicata alle persone con disabilità.
La celebrazione è promossa dalla Caritas Diocesana Vicentina, insieme all’Ufficio diocesano di Pastorale della Salute e ad alcune associazioni del territorio.

L’invito è rivolto in modo particolare alle persone con disabilità, alle loro famiglie, agli operatori e ai volontari impegnati nelle realtà che si occupano di fragilità e inclusione nei territori delle aziende sanitarie compresi nella Diocesi di Vicenza.
Particolare attenzione sarà riservata all’accessibilità della celebrazione: la liturgia sarà infatti accompagnata dalla traduzione in LIS, Lingua dei segni italiana, per favorire la piena partecipazione delle persone sorde.
Il Giubileo mariano a Monte Berico assume quest’anno un valore ancora più forte proprio per la scelta del luogo. Come ha sottolineato don Enrico Pajarin, direttore della Caritas Diocesana Vicentina, la celebrazione si sposta dalla tradizionale sede della chiesa di Santa Maria a Dueville al santuario simbolo della devozione mariana vicentina.
«Sarà un profondo momento di fede – ha spiegato Pajarin – ma anche un’occasione di incontro per le persone con disabilità e per coloro che sono al loro fianco, come segno di attenzione verso questa parte della nostra società».
Di particolare intensità le parole del vescovo Brugnotto, che ha posto al centro il valore umano e spirituale del limite.
«In un tempo nel quale il limite fisico o psichico è considerato semplicemente una malasorte – ha spiegato – celebrare il giubileo con queste persone vuole essere un appello evangelico a riconoscere l’inestimabile dignità di ogni persona».
Il vescovo ha poi richiamato il valore della relazione e della prossimità: spesso, ha osservato, sono proprio le persone più fragili a raggiungere gli altri con un gesto semplice ma profondo, come un sorriso, un abbraccio o uno sguardo.
Il messaggio che accompagna il Giubileo mariano a Monte Berico è chiaro: il limite non è solo una condizione individuale, ma parte dell’esperienza umana di tutti, capace di diventare occasione di accoglienza, servizio e amore verso il prossimo.





































