Ampliamento Silva, il Comitato Tuteliamo la Salute: “L’Ulss 7 si costituisca al TAR per difendere la salute pubblica”

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Ampliamento Silva

A pochi giorni dalla scadenza dei 60 giorni dalla presentazione del ricorso al TAR del Veneto da parte di Silva Srl, società del gruppo EcoEridania, il Comitato Tuteliamo la Salute torna a chiedere all’Ulss 7 Pedemontana di costituirsi nel procedimento giudiziario, confermando il parere negativo espresso durante la Conferenza dei Servizi che aveva bocciato il progetto di ampliamento dell’azienda.

Il ricorso è stato depositato da Silva contro la decisione della Conferenza dei Servizi provinciale del 13 marzo 2026, che aveva espresso parere contrario al progetto di maxi ampliamento dell’impianto.

Il ricorso al TAR per l’ampliamento Silva e gli enti coinvolti

Nel comunicato diffuso oggi, il Comitato ricorda che il ricorso è stato notificato, oltre che alla Provincia di Vicenza, anche ai Comuni di Montecchio Precalcino, Dueville e Villaverla, all’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, al Consiglio di Bacino Bacchiglione, ad AcegasApsAmga, Viacqua, Arpav, Regione Veneto e Ulss 7 Pedemontana.

Secondo quanto riferito dal Comitato, hanno già annunciato la propria costituzione in giudizio la Provincia di Vicenza, i Comuni di Montecchio Precalcino e Dueville, l’Autorità di Bacino, il Consiglio di Bacino Bacchiglione, AcegasApsAmga e Viacqua.

L’Ulss 7 Pedemontana, invece, non avrebbe ancora comunicato la propria decisione.

Il Comitato: “Serve tutelare la salute dei cittadini”

Il Comitato afferma di aver cercato più volte un confronto con l’azienda sanitaria negli ultimi due mesi senza ottenere risposta e ribadisce la disponibilità a collaborare.

Nel documento vengono richiamate anche le preoccupazioni espresse da alcuni residenti delle aree vicine allo stabilimento, che da anni segnalano la presenza di polveri provenienti dai cumuli di sabbie di fonderia stoccate all’aperto nel sito denominato “T50”.

Secondo il Comitato, tali segnalazioni riguardano in particolare le zone di via Igna a Villaverla e di via Pra’ Castello e via Terraglioni a Montecchio Precalcino.

Le richieste: indagine epidemiologica e attenzione ai rischi ambientali

Tra le richieste avanzate figura anche quella di avviare un’indagine epidemiologica sul territorio.

Il Comitato ricorda di aver presentato nel luglio 2025 una richiesta al Comune di Montecchio Precalcino affinché venisse valutata la fattibilità dello studio insieme all’Ulss 7 Pedemontana. Secondo quanto riferito, dopo una prima comunicazione relativa all’avvio dei contatti tra Comune e azienda sanitaria non sarebbero stati forniti ulteriori aggiornamenti.

Nel comunicato vengono inoltre richiamate le recenti notizie relative alla presenza di PFAS in alcune cave del Vicentino e viene espressa preoccupazione per la particolare vulnerabilità del territorio, caratterizzato da un sottosuolo altamente permeabile e dalla presenza di numerose abitazioni che utilizzano pozzi privati per l’approvvigionamento idrico.

“Siamo già in emergenza ambientale e sanitaria. In un territorio ghiaioso, e
dunque altamente permeabile, PFAS e altri inquinanti possono percolare e scorrere
facilmente verso valle, dove sorge l’abitato di Dueville (13.000 abitanti), sprovvisto di
acquedotto pubblico e dove tutti attingono acqua da pozzi privati”.

L’appello all’Ulss 7

Il Comitato conclude rivolgendo un appello all’Ulss 7 Pedemontana affinché si costituisca nel ricorso davanti al TAR, confermando il parere negativo già espresso durante la Conferenza dei Servizi.

Secondo i promotori, sarebbe fondamentale che nel procedimento vengano valutati anche gli aspetti legati alla tutela della salute pubblica e ai possibili impatti ambientali del progetto sui territori di Montecchio Precalcino, Villaverla e Dueville.