Centri di aggregazione di Vicenza, firmata convenzione: “Modello innovativo per co-progettare gli spazi”

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Il Comune di Vicenza ha annunciato oggi importanti novità per i centri di aggregazione socio-culturale della città, curati dall’assessorato alle Politiche giovanili e oggetto di un percorso di assestamento.

L’ente sostiene di aver avviato “una convenzione per la coprogettazione degli spazi di aggregazione giovanile presenti a Vicenza” definendola “un innovativo modello organizzativo, basato sulla cooperazione tra le varie realtà impegnate nei centri giovanili, che permetterà di proporre attività e servizi sempre più in linea con i bisogni delle nuove generazioni”.

Centri di aggregazione a Vicenza: una convenzione per “ripensarli”

Questa mattina, nella sala degli Stucchi, è stata firmata la convenzione da parte dell’assessore alle Politiche giovanili Leonardo Nicolai e della rete di Enti attuatori partner (Ets), composta da Arci Servizio Civile Vicenza, Studio Progetto, La Vigna, Aster Tre, Cosmo, Tangram, Fondazione Capta, Alinsieme.

La convenzione interesserà la gestione dei centri di aggregazione Porto Burci, centro Tecchio, centro Zona Tre, Polo giovani B55 e gli spazi di Levà degli Angeli e dei servizi contestuali come l’Informagiovani di Vicenza.

Nei singoli centri già in funzione non cambierà la proposta di attività e servizi, ma sarà sviluppata e integrata con nuove opportunità frutto della rete di cooperazione degli enti gestori.

La convenzione è quinquennale e durerà fino al 30 giugno 2031. Il Comune garantirà fino a 210.000 euro all’anno a titolo di rimborso spese per i costi sostenuti per la realizzazione delle attività.

Per quanto riguarda i compiti, il Comune avrà il ruolo di indirizzare, coordinare e monitorare le attività. La rete degli Ets invece gestirà le attività, con il proprio personale e compartecipando alle spese economiche. Inoltre, al Comune spetteranno gli interventi di manutenzione straordinaria, mentre alla rete degli Ets quella ordinaria. La cabina di regia per le attività previste dal progetto sarà coordinata dalla Rete Focus Giovani, composta da un rappresentante per ciascuna realtà della rete e del Comune.

Assessore Nicolai:

“La firma di oggi – ha detto l’assessore Nicolai – è il frutto di un percorso che ha avuto varie tappe, dall’iniziativa SOLI ARDENTI* fino all’avviso pubblico *CENTRI DI GRAVITÀ, con il fine di arrivare ad una gestione e programmazione condivisa dei centri di aggregazione socio-culturali di VIcenza.

Oggi – ha aggiunto – questo percorso arriva ad una svolta decisiva. La convenzione firmata con le varie realtà, che nel corso di questi anni hanno condiviso l’iter di sviluppo dei centri giovanili, porterà a diverse novità. Cambia il modello organizzativo degli spazi aggregativi in capo alle politiche giovanili, passando dalla logica dei singoli bandi ad una gestione collettiva e più duratura.

La cooperazione tra le realtà del Terzo settore impegnate nei centri favorisce inoltre confronto e crescita reciproca, con il risultato di riuscire a rispondere meglio ai bisogni dei giovani. Ne è un esempio la prossima nascita della Palestra popolare al Centro Tecchio, che sarà coordinata in rete dai vari enti e risponderà alla richiesta di spazi per lo sport nella zona di San Lazzaro.

Evolve, inoltre – spiega l’assessore Leonardo Nicolai -, il servizio dell’Informagiovani che non avrà più un unico sportello, ma sarà diffuso nel territorio e disponibile nei vari centri di aggregazione. Tra le novità, ci sarà anche l’integrazione nei centri giovanili del servizio di doposcuola e dell’attività, per tutto l’anno, di volontariato Ci sto? Affare fatica, nonché la strutturazione del progetto Santa Cruz.

Grazie a questa convenzione, stiamo consolidando una guida innovativa dei centri di aggregazione di Vicenza, tra l’altro già premiata con il riconoscimento nazionale del Festival dell’Amministrazione condivisa dei beni comuni, e gettando le basi per un nuovo modello di gestione degli spazi in città, che mette alla pari enti e Comune da tanti punti di vista.

Le spese relative alle utenze degli immobili, ad esempio, verranno sostenute per i primi due anni dal Comune e poi saranno a carico agli enti, che saranno così responsabilizzati nell’efficientare i consumi”, ha concluso Nicolai.