Ex Centrale del latte: in attesa della convenzione quinquennale, il Coordinamento dei Comitati ribadisce le esigenze del quartiere

All'"Avviso pubblico per la co-progettazione finalizzata all'individuazione del soggetto o dei soggetti gestori Under35 della Ex Centrale del Latte di Vicenza (2026 - 2031)", hanno risposto 6 realtà

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appuntamenti alla ex Centrale del Latte di Vicenza Silent Book Club Vicenza sede polizia loacale vicenza

Si avvicina il momento dell’apertura continuativa della Ex Centrale del latte di Vicenza, ribattezzata solamente Centrale: era stato pubblicato lo scorso 17 aprile l’avviso pubblico per individuare l’ente gestore dell’edificio, ma anche degli eventi che verranno organizzati. Nella determina con i vincitori, pubblicata sul sito del Comune, sono sei le proposte presentate da altrettante associazioni e approvate.

Veneto Art Gallery, Illustri APS, APS Dialog, Comuda APS, Cicletica APS e Bucce Studio Società Cooperativa Impresa Sociale sono le realtà giovanili ammesse al percorso di co-progettazione in fase di avvio; il percorso avrà l’obiettivo finale di firmare una convenzione che vedrà un’associazione capofila che avrà in capo la gestione complessiva e, assieme alle altre, coordinerà la Centrale e gli eventi fino al 2031, con il contributo di 85mila euro da parte del Comune.

Ex Centrale del latte: l’opinione del Coordinamento dei comitati cittadini

Lo scorso 9 marzo presso la sala C.I.M. della Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria si era tenuta un’assemblea del Coordinamento dei comitati cittadini, in cui il portavoce Giancarlo Albera aveva espresso le necessità del quartiere per il futuro della Ex Centrale del latte di Vicenza, alla presenza degli assessori Cristina Balbi, Leonardo Nicolai e Giovanni Selmo.

Nell’occasione, oltre alla presentazione del libro che racconta la vendita della Centrale del latte e il percorso del Comitato che ha fortemente voluto la restituzione al quartiere San Bortolo – “VICENZA, UN LUOGO CENTRALE” (di Giovanni Coviello con Serena Balbo) -, era stato fatto il punto sull’utilizzo degli spazi della Centrale – allora erano in corso i sei mesi di usi temporanei con le attività delle associazioni che avevano partecipato alla open call lanciata il 31 ottobre 2025.

Alla luce delle sei offerte giunte – che andavano presentate entro il 26 giugno scorso – abbiamo raggiunto Giancarlo Albera, che ha rinnovato le richieste e le aspettative che i cittadini nutrono verso la nuova struttura, sottolineando innanzitutto la necessità di favorire le presenze, ovvero prevedendo orari di apertura continuativa, in modo da incentivare l’accesso a persone di tutte le età.

Le istanze del quartiere San Bortolo per la Centrale

Si auspica, infatti, una presenza intergenerazionale, le cui esigenze vanno soddisfatte da un’offerta mirata, che includa un bar e uno spazio-emeroteca (oltre a numerosi anziani, data la vicina parrocchia, nelle vicinanze ci sono due scuole dell’infanzia e un asilo nido).

Essendo uno spazio in primis “di quartiere”, viene richiesta una maggior comunicazione delle iniziative che valichi i “confini dei social” tramite, ad esempio, una bacheca dove pubblicizzare gli eventi.

Il Comitato chiede inoltre la creazione di una piastra polifunzionale all’esterno da adibire alle attività sportive per i ragazzi, anche per evitare la dispersione giovanile ed eventuali atti vandalici e sporcizia occorsi in passato.

Tra le richieste figurano anche:

  • Nuovi posti auto da creare nei pressi della cabina elettrica su via Mentana;
  • Nuove considerazioni sui lotti ancora da destinare, uno su viale M. Grappa (1300 mq), l’altro su via Mentana; per quest’ultimo si propone la creazione di un edificio per ospitare  studi tecnici o medici privati, da affittare ottenendo così un costante introito;
  • Piazza degli eventi da ricavare tra l’edificio storico e la nuova costruzione su via Mentana e da realizzare allo stesso livello dell’ingresso principale;
  • La riqualificazione di via Medici nel tratto tra la chiesa del Cuore Immacolato di Maria e lo stop che incrocia via Curtatone, prevedendo strumenti di “traffic calming”;

Rimane inoltre, dice il Comitato, ancora lo spazio seminterrato non ultimato e attualmente al grezzo. Per quanto riguarda, invece, l’edificio che ospita la guardia medica, si propone l’aggiunta di uno spazio esterno con tettoia e panchine per accogliere i pazienti in attesa che ora restano esposti alle intemperie.

L’auspicio che l’assessore Leonardo Nicolai, a cui fa capo il progetto Centrale, ha affidato alle pagine del Giornale di Vicenza è “chiudere questo processo in settembre e avere lo spazio pienamente funzionante da ottobre in poi”; l’auspicio per il Comitato, che negli anni ha combattuto per la riapertura, è che le esigenze degli abitanti di San Bortolo non vengano trascurate. “Mettersi d’accordo ora può evitare poi equivoci come già accaduto per il murale cancellato” afferma Albera (qui abbiamo raccontato la storia).