Germania, Valensise: “Immigrazione centrale in campagna elettorale, Afd sfrutterà paura”

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(Adnkronos) – L’attentato al Pride di Berlino sarà sfruttato dall’AfD in Germania per continuare a far leva su paure e frustrazioni, con l’obiettivo di guadagnare consensi in vista del voto regionale di settembre. A sottolinearlo è l’Ambasciatore Michele Valensise, presidente dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), già ambasciatore d’Italia in Germania, parlando con l’Adnkronos di quanto accaduto nella capitale tedesca sabato scorso, mentre le autorità tedesche approntano misure di sicurezza rafforzate in vista del Christopher Street Day di domani ad Amburgo. Gli elettori tedeschi sono chiamati alle urne il 6 settembre in Sassonia-Anhalt, il 20 a Berlino e in Meclemburgo-Pomerania Anteriore.  

Quali sono secondo lei le cause di questo tipo di attacchi, che si sono già verificati in passato in Germania?
 

“In Europa, non solo in Germania, c’è un fenomeno di radicalismo islamico collegabile a pericolosi nuclei sensibili o indottrinati al culto della Jihad. Ma purtroppo c’è da temere anche l’azione di attentatori singoli, ‘lupi solitari’, motivati da più cause, spesso personali, non facilmente individuabili né prevedibili”. 

Quale sarà l’effetto sulle prossime elezioni regionali di settembre?
 

“I temi dell’immigrazione e dell’integrazione sono centrali nella campagna elettorale in vista di quelle tre elezioni regionali. L’orrendo attentato al Pride di Berlino sarà sicuramente sfruttato strumentalmente dall’estrema destra (AfD), per continuare a far leva su paure e frustrazioni diffuse, con l’obiettivo di guadagnare ulteriori consensi”. 

Cosa si aspetta dal voto regionale? Il rimpasto voluto da Friedrich Merz rafforzerà il blocco conservatore?
 

“Il 6 settembre in Sachsen-Anhalt appare scontata la vittoria dell’AfD, ma occorrerà verificarne la misura. Se, nonostante il vento in poppa, non riuscisse a raggiungere la maggioranza assoluta, l’AfD dovrà puntare a un governo regionale di coalizione. Il che porrà un problema di tenuta della Cdu, finora ferma nel difendere il ‘muro anti-incendio’ (Brandmauer), ma domani tentata da una collaborazione mirata, circoscritta con l’AfD a livello locale. Quanto al rimpasto di Merz, l’intento era certo quello di rafforzare il campo conservatore, ma il metodo seguito – senza sufficiente condivisione interna – potrebbe avere l’effetto opposto”. 

Cosa accadrà se la vittoria determinante dell’Afd preconizzata dai sondaggi si confermasse in Sassonia-Anhalt?
 

“Come detto, potrebbe avviare una nuova fase, di legittimazione di una forza politica animata da un’ideologia impresentabile, eppure capace di conquistare ampie, crescenti fasce dell’elettorato tedesco (non tutto nostalgico)”. 

Come spiegare la forte affermazione di Alternative fuer Deutschland?
 

“E’ il prodotto di un affanno dei due tradizionali partiti popolari tedesco (Cdu/Csu e Spd), che un tempo godevano di un vastissimo consenso popolare, intorno al 40% per ciascuno di essi. Chi vota per l’AfD non si sente rappresentato dai partiti tradizionali, né attratto dalla loro offerta politica. Quest’ultima va pertanto al più presto aggiornata e meglio modulata, ma senza inseguire l’estrema destra sul suo terreno, fatto più di slogan che di idee realizzabili”. 

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