
C’è l’accordo tra Acciaierie Valbruna e Provincia di Bolzano sul contratto di concessione da stipulare per l’utilizzo dell’area su cui sorge il sito produttivo.
L’intesa è stata trovata ieri, giovedì 6 agosto 2026, al termine di un incontro tra le parti avvenuto a Bolzano avente ad oggetto i contenuti del nuovo contratto.
Il documento sarà ora steso in maniera dettagliata per poi essere sottoposto alla Giunta provinciale per l’approvazione. La firma formale potrebbe arrivare prima della scadenza della proroga della concessione.
Le sorti dello stabilimento bolzanino sono legate a doppio filo con il sito produttivo di Vicenza, casa madre della nota industria siderurgica. Nei mesi della trattativa, infatti, da più parti è stato fatto presente che l’eventuale chiusura a Bolzano avrebbe avuto ripercussioni sulla tenuta generale del Gruppo.
Complessivamente, i sue siti, impiegano circa 1700 operai, 1.133 a Vicenza e 571 a Bolzano.
Acciaierie Valbruna a Bolzano: l’accordo con la Provincia
La nuova concessione avrà una durata di 30 anni e sarà prorogata di altri 30 anni su richiesta dell’azienda. Il presupposto è il rispetto comprovato degli obblighi previsti dal contratto di concessione: riguardanti in particolare livello occupazionale e la prosecuzione della produzione siderurgica, classificata dal Ministero come di interesse strategico nazionale.
Nell’incontro è stato rappresentato all’azienda il calcolo dei valori di stima del compendio industriale, effettuato dagli uffici della Provincia. Il canone di concessione annuale, che ne è il risultato, è stato accettato dall’azienda. Nella determinazione del canone si è tenuto conto del fatto che l’azienda si fa carico anche di costi di manutenzione straordinaria. Il canone da versare è inoltre soggetto a un adeguamento annuale all’inflazione.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher, l’assessore provinciale con delega alla produzione industriale Marco Galateo e l’assessore provinciale al Patrimonio Christian Bianchi hanno espresso la loro soddisfazione.
Nel territorio, è infatti vista di buon occhio la circostanza per la quale la proprietà dell’area industriale resta della Provincia e la produzione e l’occupazione vengono garantite.

































