Rischio idrogeologico in Veneto, oltre 20 milioni: 1,81 al Longhella tra Marostica e Nove

26
Rischio idrogeologico in Veneto, lavori lungo un corso d'acqua

Firmato il decreto per oltre 20 milioni contro il dissesto in Veneto: tra le opere 1,81 milioni al torrente Longhella tra Marostica e Nove.

Il rischio idrogeologico in Veneto riceve oltre 20 milioni di euro per interventi su fiumi, torrenti e aree vulnerabili in più province. Lo annuncia la viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava dopo la firma del decreto, indicando opere definite d’intesa con la Regione. Il provvedimento rientra nelle competenze di Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per la prevenzione e la mitigazione del dissesto.

Nel Vicentino l’intervento principale citato riguarda il consolidamento del torrente Longhella nei territori di Marostica e Nove, finanziato con 1,81 milioni di euro. La misura aggiorna un percorso già noto: il finanziamento del Longhella era stato annunciato per ridurre il rischio idraulico dopo un’attesa durata oltre trent’anni. Il nuovo decreto inserisce ora quell’opera in un quadro regionale più ampio.

Rischio idrogeologico in Veneto: gli interventi finanziati dal decreto

La quota più consistente tra gli interventi elencati va all’area di laminazione di valle dello scolo Rialto a Torreglia, nel Padovano, con 5,49 milioni. Sempre in provincia di Padova sono previsti 3,06 milioni per le casse di espansione del fiume Marzenego a Trebaseleghe.

Nel Trevigiano la messa in sicurezza del torrente Avenale-Muson, tra Castelfranco Veneto e Castello di Godego, riceve 1,8 milioni. Per la sistemazione della foce dell’Adige tra Chioggia, in provincia di Venezia, e Rosolina, nel Rodigino, sono destinati 1,3 milioni.

Il comunicato ministeriale segnala inoltre opere nei Comuni di Cologna Veneta, Piovene Rocchette, Bevilacqua, Cerea, Angiari, Rovigo, Lendinara e Castelnuovo del Garda. L’elenco coinvolge quindi gran parte del territorio regionale, con progetti differenti per caratteristiche idrauliche e geologiche.

Gava sostiene che le risorse, unite a procedure semplificate e a un ruolo rafforzato dei commissari di governo, debbano consentire interventi più rapidi, efficienti e trasparenti. Si tratta di una valutazione politica della viceministra; l’efficacia concreta dipenderà dall’attuazione dei singoli cantieri, dai tempi amministrativi e dall’avanzamento delle opere.

Il decreto rappresenta comunque un passaggio operativo per il rischio idrogeologico in Veneto: mette insieme interventi già maturi e opere distribuite tra Vicentino, Padovano, Trevigiano, Veronese, Veneziano e Rodigino, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la sicurezza delle comunità esposte.