
Tra 11 e 12 mila ettari di bosco interessati dal 2021, con le situazioni più critiche concentrate nel Bellunese e sull’Altopiano di Asiago. Sono i numeri dell’emergenza bostrico in Veneto, protagonista del docufilm “Il silenzio della foresta”, presentato giovedì 10 settembre al Lido di Venezia nello spazio regionale dell’Hotel Excelsior.
Il documentario racconta gli effetti prodotti sulle foreste venete dal bostrico tipografo, piccolo coleottero che negli anni successivi alla tempesta Vaia ha attaccato soprattutto gli abeti rossi già indeboliti, modificando il paesaggio di intere vallate alpine.
Realizzato dall’Unità organizzativa Fitosanitario della Regione Veneto, con la collaborazione di altre strutture regionali, Università di Padova, Arpav e Veneto Agricoltura, il docufilm è diretto da Marco Recalchi. Il progetto sarà proposto anche in quattro episodi sui canali televisivi e VOD.
Bostrico in Veneto, colpiti fino a 12 mila ettari
L’infestazione ha assunto dimensioni particolarmente rilevanti dopo Vaia. Secondo i dati diffusi dalla Regione, dal 2021 a oggi sono stati interessati tra gli 11 e i 12 mila ettari di bosco veneto.
Le aree maggiormente coinvolte si trovano nel Bellunese e sull’Altopiano di Asiago, mentre considerando l’intero Nordest la superficie colpita supera i 40 mila ettari.
“Il bostrico è stato una seconda Vaia, diversa per modalità ma non per la dimensione degli effetti”, afferma l’assessore regionale all’Agricoltura e Foreste Dario Bond.
“Vaia ha abbattuto milioni di alberi in poche ore, il bostrico ha agito negli anni successivi, colpendo soprattutto gli abeti già indeboliti”, aggiunge l’assessore.
Dalla tempesta Vaia all’attacco del coleottero: il racconto in Il silenzio della foresta
“Il silenzio della foresta” ricostruisce proprio il rapporto tra la tempesta Vaia, la successiva siccità e la diffusione del coleottero.
Il documentario illustra il ciclo biologico del bostrico, le conseguenze sul paesaggio e le tecniche utilizzate per controllarne la presenza, raccontando contemporaneamente il lavoro di tecnici e operatori impegnati nei territori maggiormente interessati.
L’obiettivo, secondo Bond, è mostrare non soltanto la fragilità degli ecosistemi forestali di fronte agli eventi estremi, ma anche la loro capacità di reagire.
“Questo docufilm ha un valore importante perché ci permette di raccontare questa emergenza partendo dai boschi, dalle persone che li vivono ma anche dal lavoro che stiamo facendo per proteggerli”, sottolinea l’assessore.
La Regione ha investito 2,6 milioni contro il bostrico
Per contrastare l’infestazione la Regione Veneto ha investito complessivamente circa 2,6 milioni di euro, attraverso risorse regionali e ministeriali.
I fondi sono stati destinati a monitoraggi, interventi fitosanitari, utilizzo di piante esca, miglioramento dei boschi, formazione, informazione e ricerca scientifica.
Dopo la fase più critica registrata tra il 2022 e il 2023, il fenomeno ha però iniziato a mostrare segnali di rallentamento. Le condizioni climatiche del 2024 e del 2025, secondo la Regione, hanno permesso agli abeti di recuperare parte delle proprie difese naturali, ostacolando la proliferazione dell’insetto.
Bond: “Sarebbe un errore considerare chiusa la partita”
Il miglioramento non significa però che l’emergenza possa essere considerata conclusa.
“La situazione oggi è più stabile e alcune delle sperimentazioni che abbiamo messo in campo stanno dando risultati incoraggianti”, spiega Bond. “Ma sarebbe un errore considerare chiusa questa partita. Il bostrico è ancora presente e il futuro dell’emergenza dipenderà molto anche dal clima”.
La Regione intende quindi proseguire con il monitoraggio delle foreste, la ricerca e gli interventi nelle aree dove saranno necessari.
“Difendere le nostre foreste significa difendere un patrimonio ambientale, economico e identitario che appartiene a tutto il Veneto”, conclude l’assessore.
Ed è proprio su questo rapporto tra ambiente, cambiamenti del paesaggio e capacità di reazione dei boschi che si sviluppa “Il silenzio della foresta”, trasformando un’emergenza iniziata dopo Vaia in un racconto destinato anche al grande pubblico.



































