Cristiani perseguitati, la missione di ACS tra sostegno alle comunità e formazione

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Cristiani perseguitati, una chiesa distrutta in Siria

Il nuovo coordinatore Friedrich Bechina presenta la missione di Aiuto alla Chiesa che Soffre: progetti pastorali in oltre 140 Paesi e attenzione alle comunità perseguitate.

I cristiani perseguitati e le Chiese locali in difficoltà sono al centro della missione di Aiuto alla Chiesa che Soffre. In un’intervista pubblicata da Vatican News, monsignor Friedrich Bechina illustra le priorità della fondazione pontificia dopo la sua elezione a coordinatore da parte degli assistenti ecclesiastici riuniti a Roma.

La questione della libertà religiosa ha avuto anche una visibilità istituzionale in Italia, come ricordato dall’iniziativa in cui Montecitorio si è illuminato di rosso per i cristiani perseguitati. ACS opera da quasi ottant’anni, è presente in più di 140 Paesi e collabora con oltre 1.300 diocesi, sostenendo ogni anno più di cinquemila progetti attraverso sezioni nazionali in ventiquattro Paesi.

Bechina spiega che la fondazione non si limita all’assistenza finanziaria. L’obiettivo è sostenere la vita delle Chiese locali, l’evangelizzazione e l’attività pastorale, raccontando al tempo stesso le storie delle persone discriminate o perseguitate a causa della fede. Nella sua lettura, queste comunità non sono soltanto destinatarie di aiuto: conservano esperienze e risorse spirituali da condividere, a partire dalla capacità di mantenere la speranza.

Cristiani perseguitati, gli interventi nelle Chiese locali

Tra le aree indicate come più bisognose figura il Medio Oriente, dove conflitti e violenze hanno distrutto chiese, costretto famiglie a lasciare le proprie case e indebolito comunità antiche. Il sostegno alle strutture ecclesiali, ai sacerdoti e ai religiosi punta a rendere possibile la permanenza dei fedeli nei territori d’origine e a ricostruire condizioni minime di vita comunitaria.

Un altro campo di intervento è la formazione. In Africa, dove le vocazioni sono numerose ma spesso mancano risorse adeguate per lo studio, ACS sostiene seminaristi e sacerdoti. Bechina riferisce che circa 250 persone ricevono aiuti per percorsi formativi all’estero, anche a Roma. La fondazione interviene inoltre in Paesi colpiti da calamità naturali, conflitti civili e crisi improvvise, tra i quali Venezuela e Colombia.

Il nuovo coordinatore sottolinea la specificità dell’organizzazione: costruzione di chiese, formazione e sostegno pastorale, mentre altri enti cattolici sono meglio attrezzati per acqua e assistenza sanitaria. La linea indicata per il futuro è mantenere chiara questa missione, raccogliendo le risorse dei benefattori e trasformandole in progetti capaci di accompagnare i cristiani perseguitati e le comunità ecclesiali più fragili.