
Save the Children calcola oltre 12 mila minori uccisi o feriti da ordigni esplosivi tra il 2020 e il 2025: più di cinque vittime ogni giorno.
I minori vittime di ordigni esplosivi sono stati più di 12 mila in sei anni, con una media superiore a cinque bambini uccisi o feriti ogni giorno. L’analisi diffusa da Save the Children comprende mine antiuomo, residuati bellici, ordigni improvvisati e altre armi esplosive. Sul sito dell’organizzazione è documentato anche il recente caso dei bambini colpiti da un ordigno inesploso nello Yemen.
Il totale indicato è di 12.053 minori tra il 2020 e il 2025. Save the Children ha elaborato dati delle Nazioni Unite e di altri organismi di monitoraggio, rilevando che gli ordigni esplosivi costituiscono la principale categoria di armi associata alle vittime infantili nei rapporti internazionali esaminati.
Nei casi in cui l’età era conosciuta, i bambini rappresentavano il 46% delle vittime civili provocate da mine e residuati bellici. Il pericolo continua inoltre dopo la fine dei combattimenti, perché gli ordigni rimasti sul terreno possono colpire famiglie e comunità per anni.
L’organizzazione richiama anche l’aumento dell’impiego dei droni. La loro capacità di sorvegliare, restare in volo e colpire con scarso preavviso modifica la vita quotidiana dei minori e può compromettere scuole, ospedali, abitazioni e servizi umanitari.
Minori vittime di ordigni esplosivi, l’impatto di droni e intelligenza artificiale
In Ucraina gli attacchi con droni contro le scuole sarebbero cresciuti del 358% nel 2025 rispetto all’anno precedente. Il dato si inserisce nel più ampio aumento degli attacchi all’istruzione nelle aree di conflitto, che costringe molti studenti a interrompere le lezioni in presenza.
Nel 2025 le armi esplosive lanciate per via aerea, compresi i droni, risultano coinvolte in circa due terzi degli incidenti che hanno causato danni ai civili. In Sudan, nei primi tre mesi del 2026, gli attacchi con droni avrebbero rappresentato il 78% delle vittime minorenni segnalate.
Save the Children chiede di fermare l’impiego di armi esplosive nelle aree popolate e di rafforzare assistenza, riabilitazione e ricerca per i bambini feriti. L’organizzazione sollecita inoltre norme internazionali che mantengano un controllo umano significativo sulle tecnologie militari basate sull’intelligenza artificiale.
Una collaborazione con Imperial College London e Archewell Philanthropies punta intanto a fornire protesi avanzate e percorsi di cura ai bambini che hanno subito amputazioni. I dati sui minori vittime di ordigni esplosivi mostrano così la necessità di unire prevenzione, protezione dei civili e assistenza di lungo periodo.



































