Extraprofitti, il deputato vicentino Erik Pretto frena sulle nuove tasse: «Servono investimenti»

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Extraprofitti Erik Pretto, ritratto del deputato vicentino

Sugli extraprofitti Erik Pretto, deputato vicentino di Forza Italia, propone un contributo volontario concordato con banche e aziende energetiche e contesta nuove imposte, richiamando le esigenze delle imprese venete.

Sugli extraprofitti Erik Pretto prende posizione contro nuove imposte sui grandi operatori bancari ed energetici. Il parlamentare vicentino di Forza Italia, il cui incarico è riportato nella scheda istituzionale della Camera dei deputati, sostiene in una nota inviata oggi alla redazione che il governo dovrebbe aprire un confronto per un eventuale contributo volontario e concordato. È una proposta politica, non una misura già definita né un accordo raggiunto con le imprese interessate.

Il dibattito sulle tasse straordinarie si intreccia con le posizioni già espresse all’interno della stessa maggioranza: Forza Italia aveva già manifestato contrarietà a una tassa sugli extraprofitti bancari. Pretto applica l’argomento anche alle aziende dell’energia. A suo giudizio, imporre un ulteriore prelievo dopo le imposte ordinarie rischierebbe di ridurre la capacità di investire e innovare e potrebbe avere effetti indiretti sui correntisti e sui consumatori. La nota non fornisce stime per misurare queste possibili ricadute.

Extraprofitti, Erik Pretto chiede un confronto con banche e imprese

Il deputato riconosce le difficoltà che il costo dell’energia e l’accesso al credito creano a famiglie e aziende. Per questo considera ragionevole chiedere alle realtà più strutturate di contribuire, ma insiste sulla via negoziale. La differenza, nella sua impostazione, è tra un sostegno concordato e una nuova imposta che giudica penalizzante per chi produce utili. Non indica nel testo una soglia, un’aliquota o una formula precisa per calcolare l’eventuale contributo.

Pretto collega il tema alla competitività del Nord-Est e del Veneto. Secondo la sua valutazione, il tessuto imprenditoriale regionale avrebbe soprattutto bisogno di infrastrutture, energia a prezzi sostenibili e credito favorevole agli investimenti. Sostiene inoltre che una politica fiscale percepita come punitiva potrebbe scoraggiare chi investe in Italia. Sono considerazioni di parte all’interno di una discussione politica più ampia, non una previsione economica dimostrata nella nota.

Le scelte ancora aperte. La dichiarazione non annuncia un provvedimento parlamentare presentato da Pretto e non modifica la disciplina fiscale in vigore. Il confronto riguarderà, se e quando sarà tradotto in atti, il rapporto fra risorse pubbliche, contributo delle imprese più grandi e tutela dei bilanci di famiglie e attività produttive. Per il Vicentino l’interesse della presa di posizione sta nel modo in cui un deputato del territorio legge una questione nazionale attraverso le esigenze delle aziende venete.