
Gli investimenti tedeschi e le imprese vicentine tornano al centro del dibattito economico: Enrico Zucconi, responsabile del Dipartimento Imprese di FdI Vicenza, indica possibili spazi per meccanica, automazione, energia e componentistica.
Il rapporto tra investimenti tedeschi e imprese vicentine potrebbe entrare in una nuova fase con la politica espansiva avviata da Berlino. Il Ministero federale delle Finanze tedesco illustra un fondo speciale da 500 miliardi di euro per infrastrutture e neutralità climatica, inserito in un quadro più ampio di spesa per difesa, energia e modernizzazione industriale.
Enrico Zucconi, responsabile del Dipartimento Imprese di Fratelli d’Italia per la provincia di Vicenza, stima che l’insieme dei programmi possa arrivare a circa 800 miliardi entro il 2030. Il tema interessa direttamente un territorio che considera la Germania il principale mercato estero, come emerge anche dall’incontro della Camera di Commercio dedicato alle relazioni tra Vicenza e Germania.
I dati richiamati da Zucconi indicano per il 2025 un interscambio Italia-Germania di 157,8 miliardi di euro, con esportazioni italiane per 72,2 miliardi e importazioni per 85,6 miliardi. La provincia di Vicenza avrebbe esportato verso il mercato tedesco beni per circa 2,5 miliardi, pari all’11 per cento delle vendite provinciali all’estero.
Investimenti tedeschi e imprese vicentine, i settori coinvolti
Secondo Zucconi, il segnale più recente viene dal primo trimestre 2026, quando l’export manifatturiero vicentino diretto in Germania sarebbe cresciuto dell’8,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il responsabile di FdI sottolinea che la rete di rapporti tra clienti e fornitori esiste già e può aiutare le aziende locali a intercettare i nuovi programmi.
Le opportunità riguarderebbero soprattutto meccanica, metalmeccanica, macchinari, componentistica, elettrotecnica, automazione e lavorazioni specialistiche. Alla domanda generata dalle infrastrutture potrebbero aggiungersi quella legata ai sistemi energetici, alle tecnologie per la sicurezza e alla modernizzazione degli impianti.
Una partita specifica riguarda l’automotive. La crisi della produzione tedesca ha colpito anche fornitori inseriti nelle catene internazionali, ma la transizione verso elettrificazione, automazione e nuove tecnologie può modificare le filiere e aprire spazi alle imprese capaci di adattare prodotti e competenze.
Per Zucconi, la principale sfida riguarda le piccole e medie aziende: molte possiedono specializzazioni avanzate ma dimensioni limitate. Per partecipare ai grandi programmi tedeschi serviranno quindi capacità organizzativa, solidità finanziaria, innovazione e accordi di fornitura. L’obiettivo non sarebbe soltanto aumentare le esportazioni, ma rafforzare la presenza vicentina nelle catene produttive europee.






































