Fauna selvatica a Vicenza, Favaron solleva dubbi su controlli, soccorsi e conflitti

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Fauna selvatica Vicenza, mezzi della vigilanza ittico-venatoria
Mezzi della vigilanza venatoria e zoofila nel Vicentino (foto allegata da Michele Favaron).

Michele Favaron pone una serie di interrogativi alla Provincia su vigilanza venatoria, soccorso degli ungulati e opportunità degli incarichi.

La gestione della fauna selvatica Vicenza è al centro di una nota firmata da Michele Favaron, che sollecita chiarimenti alla Provincia di Vicenza su vigilanza, soccorso degli animali e rapporti con le associazioni venatorie. Le osservazioni rappresentano la posizione dell’autore e richiedono riscontri degli enti e delle persone chiamate in causa.

Il primo punto riguarda le auto utilizzate da alcune guardie volontarie di associazioni ittico-venatorie. Favaron sostiene che colori, lampeggianti e scritte possano generare confusione con i mezzi della Polizia provinciale e chiede se gli allestimenti rispettino pienamente le norme applicabili ai servizi privati.

La discussione arriva mentre il Veneto affronta altre questioni sanitarie e gestionali legate agli animali selvatici, come la recente diffusione della mixomatosi tra le lepri. In entrambi i casi il nodo è il rapporto tra tutela della fauna, attività venatoria e responsabilità pubbliche.

Fauna selvatica Vicenza, soccorso e incarichi sotto esame

Favaron richiama inoltre la determina provinciale 315 del 2018 sul soccorso della fauna in difficoltà. Il provvedimento concede agli ambiti territoriali di caccia e ai comprensori alpini la disponibilità degli animali deceduti, come parziale ristoro delle spese sostenute. L’autore domanda se questa previsione possa creare un interesse materiale per i cacciatori coinvolti nei soccorsi.

Un ulteriore interrogativo riguarda il consigliere provinciale Moreno Marsetti, delegato a caccia, pesca e Polizia provinciale e dichiaratamente cacciatore. Favaron non contesta la legittimità dell’incarico, ma solleva una questione di opportunità e imparzialità percepita, chiedendo garanzie sulla separazione tra indirizzo politico e controlli.

Nella nota sono formulate anche osservazioni sul percorso delle carcasse dei cinghiali abbattuti nell’ambito della prevenzione della peste suina africana. Per la fauna selvatica Vicenza, Favaron chiede quindi risposte documentate e trasparenti. Le accuse e i dubbi espressi non equivalgono a fatti accertati e restano aperti alle repliche degli enti interessati.