
I costi energia imprese vicentine pesano per 66 milioni di euro in più rispetto alla media europea: Confartigianato rilancia autoconsumo, comunità energetiche e un nuovo equilibrio degli oneri.
I costi energia imprese vicentine restano sensibilmente superiori alla media dell’Unione europea. I dati presentati alla ventiduesima edizione della Confartigianato High School su energia e sostenibilità indicano per la provincia di Vicenza un maggior costo annuo di 66 milioni di euro. L’appuntamento nazionale, organizzato da Confartigianato con Caem, CEnPI e Multienergia, ha riunito in Sardegna oltre 300 rappresentanti del sistema associativo, istituzioni, esperti e docenti. Informazioni sull’attività territoriale dell’associazione sono disponibili sul sito di Confartigianato Imprese Vicenza.
La delegazione vicentina è stata guidata da Gianluca Cavion, presidente del Consorzio Caem di Confartigianato Vicenza. Nel confronto è stata richiamata anche A-Certa, la comunità energetica promossa dall’associazione vicentina, indicata come esperienza concreta di autoproduzione e condivisione dell’energia.
Il quadro nazionale elaborato per l’incontro stima in 3,7 miliardi di euro il divario complessivo pagato dalle micro e piccole imprese italiane rispetto ai concorrenti europei. Il prezzo medio dell’elettricità viene indicato in 25,99 centesimi per kilowattora, il 17,9% in più della media Ue di 22,04 centesimi. L’Italia risulta terza, dopo Irlanda e Germania.
Costi energia imprese vicentine, le proposte per ridurre il divario
Secondo i dati illustrati, sul prezzo italiano incide anche il carico fiscale e parafiscale: 5,44 centesimi per kilowattora, il 47,4% in più rispetto alla media europea. Per le imprese con consumi inferiori a 20 megawattora annui il divario sale al 75,5%. A livello regionale il maggiore onere stimato raggiunge 700 milioni in Lombardia e 376 milioni in Veneto; Vicenza occupa il nono posto tra le province italiane con 66 milioni.
Il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, ha chiesto un riequilibrio degli oneri fiscali e generali che gravano sulle bollette delle piccole imprese. Cavion ha invece insistito sulla necessità di sostenere l’autoproduzione e l’autoconsumo, valorizzando le superfici degli edifici produttivi, spesso comprese tra 500 e 2.000 metri quadrati, e accompagnando gli investimenti con misure pubbliche accessibili.
Per il rappresentante vicentino la sicurezza energetica richiede un insieme di soluzioni: sviluppo delle fonti rinnovabili, comunità energetiche, accumuli e valutazione delle nuove tecnologie nucleari. La prossima Settimana per l’energia e la sostenibilità, prevista dal 19 al 24 ottobre con iniziative anche nel Vicentino, porterà questi temi nel confronto tra imprese e territori. L’obiettivo indicato è ridurre i costi energia imprese vicentine senza rallentare la transizione, rendendo gli investimenti sostenibili anche per le aziende di dimensioni minori.


































