
Il Comitato San Felice ha depositato venerdì 30 ottobre il ricorso al Tar del Veneto contro le novità introdotte dall’Amministrazione comunale su Corso San Felice: da oggi è infatti entrato in vigore il doppio senso dei bus sul corso con attivazione del semaforo che regolerà la circolazione.
Nel ricorso, ha fatto sapere questa mattina il presidente del Comitato, Cesare Stefani, si fa appello in particolare a una mancanza di studi e di analisi sul territorio, che avrebbero dovuto essere effettuati prima di introdurre le novità, ma anche all’ordinanza del Comune che, eliminando le corsie ciclabili, introduce una corsia riservata agli autobus ad uso promiscuo con le biciclette.

Corsia unica per autobus e biciclette
Nel tratto tra Piazzale De Gasperi e Piazzale Giusti, dunque, biciclette e autobus dovrebbero viaggiare sulla stessa corsia, secondo l’ordinanza n. 561 del 25 agosto 2026. Il Comitato aveva già sottolineato in passato come la riforma del Codice della strada introdotta dalla legge n. 177/2024 abbia abrogato la disposizione che consentiva ai Comuni – a determinate condizioni – di ammettere i velocipedi sulle corsie riservate al trasporto pubblico. La questione viene portata anche sul piano della sicurezza, perché i ciclisti, pur di superare l’autobus fermo, tenderebbero a salire sul marciapiede minando l’incolumità di chi cammina.
La delibera n°561 prevede, oltre alla corsia unica di bici e autobus, anche il doppio senso dei mezzi pubblici su Corso San Felice; la speranza del Comitato, che ritiene non a norma di legge la corsia “mista”, è che venga invalidata la delibera, e di conseguenza anche il doppio senso. L’avvocato Daniele Casarotto, che segue il ricorso per conto del Comitato, ha dato come tempistica un riscontro del Tar entro l’anno.

Comitato San Felice: «Nessuno ci ha interpellato»
Da oggi entra in funzione anche la nuova fermata SVT situata accanto alla Pasticceria La Vicentina. Secondo la determina comunale n. 2963 del 29/10/2026, il Comune ha autorizzato l’istituzione provvisoria di una fermata per i mezzi TPL delle linee urbane n. 1-5 e 7; nell’atto è riportata la motivazione che “durante gli incontri tecnici svoltosi con l’azienda che esercisce il servizio di TPL, S.V.T. srl, nonché con i comitati di zona, è emersa l’opportunità di procedere all’istituzione di una fermata provvisoria”.
Secondo il Comitato San Felice però, questo confronto non ci sarebbe mai stato. «Abbiamo richiesto attraverso un’email al dirigente che ha firmato l’atto, al sindaco e all’assessore alla Mobilità quali siano gli incontri, perché con il comitato di zona non si è incontrato nessuno».
Il Comitato lamenta inoltre l’assenza di una documentazione utile volta a sostenere il progetto del doppio senso: l’analisi degli accessi, dei flussi di traffico e dei dati.

La mancanza di ascolto da parte dell’Amministrazione è stata ribadita più volte: Stefani ha citato anche una comunicazione del 3 settembre inviata al Comune che non avrebbe dato un riscontro, «perché c’era di mezzo l’8 settembre». Il presidente del Comitato rincara sul fatto che il progetto messo in atto è identico rispetto a quello presentato 3 anni fa e non sono state fatte modifiche.
I primi disagi rilevati
Nel frattempo che i mesi corrono, la prima attività – una parrucchiera – avrebbe già chiuso i battenti, per problemi personali ma anche per un calo dell’attività lavorativa.
L’eliminazione degli stalli blu che consentivano una sosta breve davanti ai negozi, secondo i commercianti avrebbe portato a una riduzione degli acquisti; la clientela abituale, infatti, utilizza l’auto per frequentare le botteghe del corso, mentre sarebbero meno del 5% i clienti che arrivano in autobus. Secondo quanto riferito da Massimo Colombara, titolare di una gastronomia, nessun commerciante risulta avere introiti maggiori rispetto agli stessi mesi dello scorso anno.
E per quanto riguarda i parcheggi incrementati in Piazzale Giusti e Via Battaglione Monte Berico? Quello di Piazzale Giusti sarebbe, secondo il Comitato, scomodo, perché per parcheggiarvi l’auto è necessario fare il percorso da viale Roma e svoltare a destra; era stata fatta richiesta all’Amministrazione di permettere la svolta a sinistra da Corso San Felice per lasciare l’auto in Piazzale Giusti. Inoltre, gli stalli blu a disposizione sarebbero costantemente occupati da chi sceglie di parcheggiare e andare in centro storico a fare acquisti. «Non sono stati previsti stalli ad uso dei clienti dei negozi» ribadisce il Comitato.
Un’altra richiesta dei commercianti era di permettere una prima mezz’ora gratuita per i clienti dei negozi e il divieto di fare gli abbonamenti. Mancano inoltre anche i posteggi auto riservati ai residenti e previsti in via Napoli che, secondo l’Amministrazione, sarebbero stati pronti entro agosto.
Nicola Giovanni Rocca, un residente, teme, in prospettiva, che il danno commerciale si tramuti in vuoti commerciali, con conseguenze sul valore economico degli immobili dei residenti, oltre a quelle sulla salute degli abitanti. «La sperimentazione la si poteva portare avanti a costo zero con una corsia preferenziale dei bus su viale Milano» replica Rocca.
Un ricorso autofinanziato per il Comitato San Felice
Il Comitato – registrato ufficialmente come ente – ha fatto sapere inoltre che il ricorso è stato autofinanziato da commercianti, residenti e simpatizzanti. Non è stata fatta menzione di cifre, ma si parla di un costo importante relativo alle spese legali che supera i 10mila euro e per cui il Comitato, facendo appello alla sensibilità dei cittadini, chiede un supporto economico a chi volesse partecipare.
Il rischio, secondo il Comitato, è che la stessa situazione si riproponga anche in zona Corso Padova, dove il BRT transiterà.



































