
La violenza sulle donne in Veneto emerge dai dati della rete regionale: nel 2024 i centri antiviolenza hanno registrato 8.366 contatti e 2.327 nuovi percorsi di uscita. Nel Vicentino sono attivi 14 punti di accesso.
I dati sulla violenza sulle donne in Veneto, resi noti dalla vicepresidente regionale e assessora alla Sanità e alle Politiche sociali Manuela Lanzarin, descrivono una domanda di aiuto ancora molto alta. Le informazioni sui servizi e sui percorsi di protezione sono disponibili nella pagina della Regione Veneto dedicata al contrasto della violenza.
Nel 2024 i contatti con i centri antiviolenza sono stati 8.366, in aumento rispetto ai 7.142 dell’anno precedente. Le donne che hanno avviato un nuovo percorso di uscita dalla violenza sono state 2.327. I dati completano il quadro raccontato anche attraverso il lavoro del Centro antiviolenza di Vicenza e della rete territoriale.
Violenza sulle donne in Veneto, i numeri della rete e il quadro vicentino
La rete regionale comprende 25 centri antiviolenza, 62 punti di accesso, 37 sportelli e sedi collegate, comprese quattro presenze universitarie, oltre a 42 case rifugio. Nel Vicentino risultano 14 punti di accesso. Le donne seguite nei percorsi territoriali sono state 822 nel Veronese, 803 nel Veneziano, 663 nel Trevigiano, 603 nel Padovano, 577 nel Bellunese, 194 nel Vicentino e 118 nel Rodigino.
Un capitolo particolarmente delicato riguarda i minori. Nel 2024 ne sono stati sostenuti 1.871: 114 risultano vittime dirette e 1.195 hanno assistito alla violenza. Nello stesso periodo le case rifugio hanno accolto 238 donne e 249 figli, offrendo protezione immediata e accompagnamento verso l’autonomia.
Anche le chiamate al numero nazionale 1522 confermano la dimensione del fenomeno. Nel 2025 sono state considerate valide 840 segnalazioni provenienti dal Veneto; 303 sono arrivate direttamente dalle vittime. Il servizio è gratuito e attivo ogni giorno, mentre informazioni e contatti territoriali sono disponibili anche attraverso l’app ViviVeneto.
Lanzarin ha richiamato la necessità di rafforzare prevenzione, ascolto e capacità di intervento. I numeri non rappresentano soltanto accessi ai servizi: indicano persone che hanno chiesto protezione e una rete pubblica e associativa chiamata a garantire risposte rapide, competenti e continuative.





























