
Un operatore del Suem 118 è stato minacciato con un coltello mentre assisteva un anziano in un’abitazione. Il medico presente ha bloccato l’aggressore fino all’arrivo delle forze dell’ordine.
Il caso dell’infermiere aggredito Marostica è avvenuto nella mattinata di domenica 8 novembre durante un intervento di soccorso. Secondo la ricostruzione diffusa dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Vicenza, un familiare dell’anziano assistito avrebbe raggiunto il sanitario alle spalle, puntandogli un coltello alla gola. L’intervento del medico ha evitato conseguenze più gravi.
L’aggressore è stato successivamente trasportato al pronto soccorso di Bassano del Grappa per accertamenti. L’infermiere ha riportato ferite lievi, ma non ha potuto completare il turno ed è rimasto fortemente scosso. L’episodio si inserisce nel problema più ampio delle aggressioni contro il personale sanitario vicentino.
Giacomo Sebastiano Canova, presidente di Opi Vicenza, ha riferito di aver contattato il collega per sincerarsi delle sue condizioni e portargli la solidarietà dell’Ordine. «Quel coltello poteva uccidere», ha dichiarato, chiedendo che venga fatta piena luce sull’accaduto e che le norme poste a tutela di chi lavora nella sanità siano applicate con rigore.
Infermiere aggredito Marostica, le due prese di posizione
Canova ha ricordato che il legislatore ha rafforzato le tutele per medici, infermieri e altri operatori, prevedendo misure più severe per le lesioni commesse durante o a causa dell’esercizio delle loro funzioni. Informazioni nazionali sulla professione e sulla sicurezza degli operatori sono disponibili presso la Federazione nazionale degli ordini infermieristici.
Una seconda reazione è arrivata da Francesco Rucco, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto. Rucco ha espresso solidarietà al sanitario e ha definito «di una gravità assoluta» quanto accaduto, sottolineando che chi interviene per salvare una vita non può ritrovarsi esposto a una minaccia armata.
Il vicepresidente ha condiviso la condanna dell’Ordine e ha chiesto che le tutele penali trovino concreta applicazione. Le due posizioni convergono sulla necessità di garantire sicurezza a tutto il personale impegnato nei soccorsi, anche negli interventi domestici e nelle situazioni imprevedibili.
































