
Sugli esuberi Campagnolo interviene Raffaele Colombara: l’ingresso di SPAC è positivo, ma il rilancio dovrà salvaguardare lavoro, competenze e famiglie coinvolte.
Gli esuberi Campagnolo restano al centro del confronto politico e sindacale dopo l’ingresso di SPAC nel capitale dell’azienda vicentina. Raffaele Colombara, consigliere comunale del gruppo Per una grande Vicenza, considera positivo l’arrivo di nuovi investimenti, ma richiama l’attenzione sui circa novanta posti di lavoro coinvolti nel piano industriale.
Il marchio Campagnolo conserva, osserva Colombara, valore industriale, capacità di innovazione e prospettive in grado di attrarre investitori internazionali. L’operazione può sostenere il rilancio in una fase complessa per il mercato delle due ruote, ma non basta da sola a definire il successo del percorso.
La posizione arriva mentre la partnership tra Campagnolo e SPAC procede verso la chiusura con 90 esuberi ancora da gestire. Per il consigliere, la valutazione finale dovrà includere la capacità di proteggere il patrimonio di professionalità che ha costruito la storia dell’impresa.
Esuberi Campagnolo, il richiamo a una strategia industriale vicentina
Colombara sottolinea che dietro ogni posizione in discussione ci sono lavoratori e famiglie. La riduzione dell’occupazione, afferma, non può essere trattata come un elemento secondario rispetto agli investimenti o ai risultati economici attesi dalla nuova struttura societaria.
Il consigliere collega la vicenda Campagnolo ad altre vertenze del territorio, a partire da Valbruna. Da questi casi, sostiene, emerge la necessità di una strategia vicentina capace di accompagnare le trasformazioni industriali e di evitare la dispersione di competenze specializzate.
Istituzioni, imprese e rappresentanze dei lavoratori sono quindi chiamate a una responsabilità condivisa. Nel passaggio verso il nuovo assetto, conclude Colombara, gli esuberi Campagnolo devono rimanere una priorità concreta: il rilancio sarà credibile se riuscirà a combinare sviluppo, continuità produttiva e massima tutela possibile dell’occupazione.
Il confronto dovrà chiarire tempi, strumenti di accompagnamento e ricadute effettive sul territorio, mantenendo al centro le persone interessate e il futuro produttivo dello stabilimento vicentino. Le prossime fasi diranno come questi obiettivi saranno tradotti nel piano operativo.
































