
(Adnkronos) – “I primi cento giorni di Andy Burnham possono essere considerati un successo: il Labour ha ottenuto una crescita nei sondaggi e ha rassicurato molti esponenti del suo partito preoccupati per l’andamento del governo ereditato dall’ex collega e primo ministro Keir Starmer”, ma le sfide che l’ex sindaco di Manchester deve affrontare sono ancora tante, e alcune in salita, a partire dai rapporti con l’Ue ed il bilancio. Lo afferma in un’intervista all’Adnkronos Catherine Haddon, analista politica dell’Institute for Government, centro studi indipendente britannico, tra i più noti del Paese. E’ stato lo stesso Burnham in mattinata a fare un breve bilancio dei suoi primi 100 giorni a Downing Street con un post sui social. “Cento giorni fa, ho promesso di fare le cose in modo diverso. Dal taglio delle spese alla restituzione del potere alle comunità, il cambiamento è già in atto. Ma so che c’è ancora molto da fare: questo è solo l’inizio”.
Il riferimento di Haddon alla crescita nei sondaggi, trova conferma nell’ultima rilevazione dell’istituto YouGov sulle intenzioni di voto nel Regno Unito, pubblicato lo scorso 20 ottobre: il Labour si colloca al 27%, davanti ai Conservatori al 23% e a Reform Uk al 22%, con i Liberal Democratici all’11% e i Verdi al 10%. “E’ ancora molto presto per giudicare questo governo”, sottolinea l’analista, evidenziando alcune questione in scadenza già nei prossimi giorni: “L’annuncio delle misure di bilancio previsto per domani, le indicazioni su come intende portare avanti la devolution nel Regno Unito e la pubblicazione di un piano decennale nelle prossime settimane costituiranno ulteriori banchi di prova”.
La modifica dell’assetto dei poteri statali resta uno dei punti dichiarati dal primo ministro, ma la verifica richiederà tempo. “È troppo presto per dire con quanto successo riuscirà a rimodellare lo Stato britannico secondo le linee dichiarate. Anche i dossier emersi al congresso laburista di settembre, tra cui una possibile riforma del sistema elettorale e la ridefinizione dei rapporti con l’Unione Europea, guardano al lungo periodo. Saranno probabilmente politiche destinate alle prossime elezioni generali previste per l’estate del 2029, sempre che non ci sia intenzione di convocarle prima, anche nel 2028, forte del consenso attuale”.
Il bilancio dei primi cento giorni si chiude dunque su un doppio binario. “Burnham ha avuto un buon avvio sia sul piano elettorale che nell’impostazione delle politiche di governo, ma le sfide che affronta sono significative, a partire dallo stato delle finanze pubbliche del Regno Unito, dalla portata delle misure che intende attuare e dalla costante pressione delle altre forze politiche, soprattutto nei rapporti con l’Unione europea in questa fase post Brexit, a fronte di un elettorato frammentato nelle sue posizioni”, conclude Haddon. (di Alessandro Allocca)
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