Parco della Pace infiamma il Consiglio comunale, dal centrodestra: «come gestire i costi?» al centrosinistra: «a voi non è mai interessato»

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Parco della Pace
Consiglio comunale

Scintille in Consiglio comunale stasera sul tema del Parco della Pace, a colpi di business plan e di assunti valoriali.

Tutto è nato dalla richiesta di un Consiglio comunale ad hoc presentata il 7 ottobre 2026 dai consiglieri Valerio Sorrentino, Liliana Zocca, Nicolò Naclerio, Marco Zocca, Stefano Notarangelo, Valeria Porelli, Francesco Rucco e Michele Dalla Negra in merito alla gestione e al futuro del Parco della Pace, anche alla luce delle critiche espresse in un articolo pubblicato sul Giornale di Vicenza da parte del consigliere regionale Antonio Dalla Pozza.

Dalla Pozza infatti l’aveva definito «un’accozzaglia di cose senza senso» o un «luna park» e non un’area naturale in grado di auto-sostenersi, dicendosi dunque stupito della scelta del Comune di abbandonare l’idea della fondazione. A seguito di ciò, il centrodestra aveva organizzato un sit-in per inaugurare satiricamente “la palude dei costi” e richiedere alla Giunta di fare chiarezza sul modello di gestione e sui costi che la scelta dell’in house comporterebbe per le tasche dei vicentini.

Valerio Sorrentino ha presentato la richiesta come portavoce, sostenendo che ciò che emerge è un’indecisione futura, in particolare in merito alla gestione in mano al Comune, proponendo di darlo in mano a un nuovo ufficio che faccia capo agli assessorati maggiormente interessati con capitoli di bilancio ad hoc.

«Noi l’abbiamo voluto e voi l’avete subito» risponde il sindaco Giacomo Possamai, ricordando che per la Giunta precedente il Parco della Pace era considerato una sventura per i costi che imponeva, e lanciando una frecciatina al sopracitato consigliere regionale: «Non condivido una riga dell’intervista». L’idea del sindaco è quella di procedere a un tempo di assestamento durante il quale il Comune gestirà direttamente l’area e saranno rafforzati alcuni punti fermi, tra cui quello identitario che sottosta alla creazione del parco.

Il tema business plan

Giorgio Conte ha esordito sottolineando la bontà dell’avere un nuovo parco da vivere, dove però i progetti andrebbero messi a terra individuando un gestore affinché i costi non gravino sui cittadini; Conte ha ipotizzato 800mila euro per il solo sfalcio erba, e senza contare i 357mila euro di perdite nei primi sette anni, come previsto nel business plan.

L’assessore preposto Leone Zilio chiosando che solo alla maggioranza il parco interesserebbe, ha dato alcuni numeri relativi alla gestione: 150mila euro stimati per apertura, chiusura, vigilanza, wc chimici e ordinaria manutenzione; 30mila euro per svuotamento vasche d’acqua; e poi interventi straordinari, per un bilancio annuo di circa 250mila euro. Il parco, però, genererebbe entrate per 200mila euro che potrebbero derivare dal chiosco, dall’uso dell’Hangar 1 e dalla gestione della tensostruttura.

A chiedere cosa sia cambiato in un anno per virare verso la gestione in seno al Comune è Nicolò Naclerio, che evidenzia come manchi un progetto complessivo rispetto alle promesse iniziali.

D’altro canto l’assessore Giovanni Selmo, ricordando la cessione dell’aeroporto civile Dal Molin nel Consiglio comunale del 26 ottobre 2006 e l’Accordo di programma del 2011 con cui veniva consegnata l’area, ha evidenziato come la funzione partecipativa e comunitaria sia nella stessa ideazione del Parco e vada portata avanti. A fargli eco Mattia Pilan che ha rivendicato la necessità di praticare il valore della pace attraverso l’educazione alla non violenza, il dialogo e la partecipazione, coinvolgendo le nuove generazioni, lo stesso valore che muoveva chi ha combattuto contro la base militare e la cessione del parco.

Parco della Pace e progetti futuri

Dalle questioni ideologiche a colpi di “chi vuole fare la morale a chi”, si è passati alla questione “personale”. L’assessore all’Ambiente Sara Baldinato ha ribadito come i rapporti con il collega Zilio siano sereni, a discapito dei gossip, ed ha chiosato: «la mia testa viaggia indipendentemente dalla testa di qualcun’altro», evidenziando dunque la sua totale indipendenza rispetto al pensiero espresso da Dalla Pozza.

Zilio in chiusura ha ribadito la volontà di creare una fondazione che gestisca il Parco della Pace e ha confermato che c’è un lavoro attivo per arrivare a ciò; diversi sono gli auspici, tra cui un’opera pubblica all’Hangar 3, un chiosco stabile e non temporaneo, una palestra per le attività a corpo libero, e poi l’aerostazione e le associazioni all’interno che la rendano viva, oltre agli eventi.

Sono stati poi votati tre ordini del giorno: il consigliere Conte aveva proposto di impegnare la Giunta a sviluppare un piano di sviluppo e gestione, coinvolgendo le associazioni e recuperando il progetto del Museo dell’Aria. Sorrentino aveva proposto l’istituzione di un ufficio ad hoc, dipendente dagli assessorati interessati e con risorse autonome, evitando la dispersione di denaro. I due ordini del giorno sono stati respinti dalla maggioranza.

D’altro canto i consiglieri Bez, Grimaldi, Pizzolato, Pilan, Poncato e Colombara hanno impegnato la Giunta a mantenere l’obiettivo di creazione della fondazione, oltre allo sviluppo dell’Hangar 3 e al mantenimento libero da edificazioni dell’area individuata per il Giardino Centrale, pur rafforzando nel contempo la sostenibilità economica del Parco.

Starà ai cittadini riflettere se effettivamente il parco possa essere un contenitore di più attività o se così rischi di perdere la sua identità effettiva.