Perché sempre più studenti italiani scelgono di studiare all’estero

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Studenti italiani che scelgono di studiare all’estero
Studenti italiani che scelgono di studiare all’estero

Secondo il rapporto Education at a Glance 2026 dell’OCSE, nel 2024 gli italiani iscritti a percorsi di istruzione superiore all’estero rappresentavano il 4% del totale degli studenti nazionali. Un dato che testimonia l’interesse per la formazione internazionale e che riguarda anche chi, dopo il diploma, sceglie di iniziare l’università in un altro Paese. Per gli studenti che stanno completando le scuole superiori, e per le famiglie che spesso li accompagnano in questo passaggio, la decisione richiede di confrontare programmi didattici, requisiti di ammissione, costi e opportunità professionali.

Le università internazionali propongono percorsi che permettono di approfondire diverse discipline e acquisire competenze utilizzabili in più contesti professionali. Chi è interessato all’economia, alla politica e alle relazioni tra Stati, ad esempio, può orientarsi verso corsi che integrano queste materie con lo studio del diritto internazionale. È il caso del Bachelor in Global Governance, Economics & International Law di Esade, un programma quadriennale a Barcellona che combina economia, geopolitica e diritto, con insegnamenti in inglese e un periodo obbligatorio di studio all’estero.

La scelta del corso di laurea dipende innanzitutto dagli interessi personali e dalle materie che si desidera approfondire. Uno studente appassionato di politica internazionale potrebbe trovare interessante un programma che affronti il funzionamento delle istituzioni europee, i rapporti diplomatici e le principali questioni geopolitiche. Chi preferisce l’economia potrebbe invece orientarsi verso un percorso che comprenda analisi dei mercati, finanza e politiche economiche. Esaminare il piano di studi permette di capire quanto spazio venga dedicato alle diverse discipline e quali possibilità di specializzazione siano previste negli anni successivi.

Anche l’ambiente universitario e le esperienze internazionali incidono sulla scelta. Frequentare lezioni insieme a studenti provenienti da Paesi diversi significa confrontarsi con altre prospettive culturali e utilizzare quotidianamente una lingua straniera. Nei corsi dedicati alle relazioni internazionali, ad esempio, l’analisi di un conflitto diplomatico o di una decisione economica dell’Unione europea può diventare un’occasione per discutere interpretazioni differenti dello stesso avvenimento. A queste attività possono aggiungersi simulazioni diplomatiche, progetti di gruppo e periodi di studio presso università straniere, che permettono di applicare le conoscenze acquisite durante le lezioni.

Prima di presentare la domanda di ammissione, è importante verificare anche i requisiti linguistici, le modalità di selezione e i costi complessivi del percorso. Le procedure possono prevedere la valutazione dei risultati scolastici, prove di ingresso e colloqui individuali. Per chi intende trasferirsi all’estero, alle tasse universitarie vanno inoltre aggiunte le spese per l’alloggio e la vita quotidiana, valutando l’eventuale disponibilità di borse di studio e agevolazioni economiche. Sono aspetti che di solito si valutano insieme ai genitori, perché l’investimento economico e il trasferimento in un’altra città coinvolgono l’intero nucleo familiare.

I dati sulla mobilità universitaria e le prospettive dopo la laurea

La mobilità universitaria si inserisce in un fenomeno internazionale più ampio. Secondo i dati dell’OCSE, tra il 2018 e il 2022 il numero di studenti internazionali iscritti all’istruzione superiore nei Paesi membri è aumentato del 18%. La possibilità di frequentare un’università straniera rappresenta quindi una delle opzioni da considerare al termine delle scuole superiori, soprattutto per chi desidera costruire un percorso formativo che non sia limitato al proprio Paese.

La scelta di studiare all’estero può avere conseguenze anche sulle successive opportunità professionali. Nel rapporto 2026 sugli esiti occupazionali dei laureati, AlmaLaurea rileva che un’esperienza di studio all’estero è associata, a parità delle altre condizioni considerate, a una probabilità di occupazione a un anno dalla laurea superiore del 9,4%. Il dato non significa che frequentare un’università straniera garantisca un impiego, ma segnala una relazione positiva tra mobilità formativa e inserimento nel mercato del lavoro.

Per gli studenti interessati a economia, diritto e relazioni internazionali, gli sbocchi da valutare comprendono aziende multinazionali, società di consulenza, istituzioni pubbliche e organizzazioni internazionali. Alcune professioni richiedono ulteriori qualifiche, concorsi o percorsi di specializzazione dopo la laurea. Conoscere questi requisiti già durante la scelta universitaria consente a studenti e famiglie di valutare con maggiore precisione le possibilità legate ai diversi corsi di studio.