
Ida Dal Moro ha raggiunto il secolo di vita: a Casoni la sindaca Ellena Bontorin le ha portato gli auguri della comunità di Mussolente.
Ida Dal Moro ha festeggiato cento anni nella casa di Casoni dove vive con la figlia Piera. Nata a Borso del Grappa il 4 novembre 1926, ha attraversato la guerra, il lavoro lontano da casa e una lunga vita familiare. La sindaca Ellena Bontorin le ha consegnato un mazzo di fiori a nome della comunità; informazioni e iniziative del territorio sono pubblicate dal Comune di Mussolente.
La ricorrenza aggiunge una storia personale alla vita civica del paese, già raccontata attraverso il trentacinquesimo anniversario della Protezione civile Misquilese. Per Ida la festa è stata soprattutto un momento raccolto, accanto ai familiari e alla prima cittadina.
L’infanzia è stata breve. A dodici anni cominciò a lavorare come domestica nella casa dell’ingegner Bonfanti ad Ancona. Durante il conflitto imparò a riconoscere il suono della campana serale che invitava la popolazione a cercare rifugio nelle gallerie. Tra i ricordi più dolorosi conserva quello degli amici catturati e trascinati via dai militari.
Ida Dal Moro, il lavoro in Svizzera e gli affetti
Dopo la guerra tornò a lavorare a servizio, questa volta a Lucerna. Nel settembre 1955 conobbe Arnaldo, che sarebbe diventato suo marito. Dalla loro unione nacquero quattro figli e insieme portarono avanti per anni l’attività del ferrovecchio, un mestiere fisicamente impegnativo.
Arnaldo è morto nel 2013. Ida ha continuato a vivere in buona salute, assistita ogni giorno dalla figlia Piera e circondata da una famiglia che oggi comprende quattordici nipoti e sedici pronipoti. Numeri che raccontano la dimensione degli affetti costruiti nel corso del secolo.
Bontorin ha sottolineato la forza con cui la concittadina ha affrontato povertà, lavoro precoce e guerra. La sindaca ha riferito anche i consigli ricevuti dalla festeggiata: apprezzare i momenti belli, lasciare alle spalle quelli brutti e cercare serenità anche nelle difficoltà.
Il compleanno di Ida Dal Moro diventa così un’occasione per conservare una memoria che appartiene anche alla comunità. La sua biografia attraversa trasformazioni sociali profonde, dall’emigrazione per lavoro alla ricostruzione del dopoguerra, fino alla vita contemporanea di una famiglia riunita attorno a lei.




































