Coltiva Italia approvato, De Carlo: risorse e terreni abbandonati per la montagna

57
Coltiva Italia, terreni agricoli e misure per il ricambio generazionale

Il senatore vicentino richiama il finanziamento delle filiere, la ricerca, la linea vacca-vitello e la possibilità per i Comuni di rimettere in produzione aree inutilizzate.

Coltiva Italia è stato approvato definitivamente dal Senato senza voti contrari. Luca De Carlo, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, indica nel provvedimento un sostegno economico al settore primario e una scelta politica per le aree montane. Il testo e l’iter parlamentare sono consultabili sul portale del Senato della Repubblica.

Le risorse richiamate da De Carlo ammontano a un miliardo e 150 milioni di euro. Sono destinate alle filiere agricole, alle imprese giovanili e femminili e alla sospensione dei mutui per le aziende colpite da fitopatie, oltre che alla ricerca strategica in agricoltura.

Il provvedimento si collega al confronto sulla gestione del territorio rurale e delle aree verdi in Veneto, con misure che mirano a mantenere attività economiche e presidio ambientale.

Coltiva Italia, la Banca comunale delle terre

Per la montagna veneta De Carlo evidenzia due interventi. Il primo sostiene la produzione di carne bovina italiana attraverso la linea vacca-vitello, considerata rilevante per gli allevamenti estensivi. Il secondo introduce la Banca comunale delle terre.

I Comuni potranno censire i terreni nei quali l’attività agricola manca da almeno cinque anni e quelli definiti silenti, con proprietari non individuabili o irreperibili. Le aree potranno essere rese disponibili in affitto per recuperarne la funzione produttiva, secondo procedure che dovranno garantire diritti e trasparenza.

Secondo il senatore, Coltiva Italia unisce risorse, ricerca e cura dell’ambiente. L’efficacia dipenderà dall’attuazione, dalla capacità degli enti locali di costruire i censimenti e dall’accesso concreto delle aziende alle misure. Nelle aree montane il recupero dei terreni può contrastare abbandono e dissesto, ma richiede anche infrastrutture, servizi e redditività per chi sceglie di lavorare nel settore primario.