Tribunale di Bassano, Pretto rilancia l’emendamento per un’intesa sul territorio

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Tribunale di Bassano, edificio della sede giudiziaria della Pedemontana

Il deputato vicentino di Forza Italia invita la maggioranza a utilizzare la proposta come punto di mediazione tra le richieste del Bassanese e quelle dell’Alto Vicentino.

Il Tribunale di Bassano torna al centro del confronto parlamentare dopo il nuovo rinvio dell’esame degli emendamenti alla riforma della geografia giudiziaria in Commissione Giustizia alla Camera. Erik Pretto, deputato vicentino di Forza Italia, chiede alla maggioranza di valutare la proposta a sua prima firma come strumento per superare lo stallo. L’iter dei provvedimenti può essere seguito attraverso i lavori della Camera dei deputati.

L’emendamento indicato da Pretto punta a escludere diciotto Comuni vicentini dall’ipotetica nuova circoscrizione giudiziaria bassanese. Secondo il parlamentare, questa impostazione consentirebbe di conciliare la richiesta di riapertura della sede con le esigenze espresse dall’Alto Vicentino.

La posizione riprende il confronto già sviluppato sull’emendamento per il Tribunale di Bassano e la tutela dell’Alto Vicentino, ma arriva dopo un ulteriore rinvio in Commissione.

Tribunale di Bassano, la proposta sui diciotto Comuni

Pretto definisce il testo una soluzione diplomatica capace di riavvicinare le diverse posizioni territoriali. L’obiettivo dichiarato è evitare che la discussione resti bloccata da contrapposizioni locali e che la riforma non trovi un percorso condiviso.

Il nodo riguarda la composizione della futura circoscrizione, l’accessibilità degli uffici giudiziari e la distribuzione dei carichi di lavoro. Ogni modifica deve inoltre confrontarsi con disponibilità di personale, strutture e risorse, elementi decisivi per rendere effettiva una nuova sede.

Il Tribunale di Bassano resta quindi legato sia alla scelta politica sia alla sostenibilità organizzativa. Pretto sollecita una valutazione nel merito del suo emendamento e chiede di superare personalismi e rigidità. Il prossimo passaggio dipenderà dal calendario della Commissione e dalla capacità dei gruppi di raggiungere un’intesa sulla geografia giudiziaria vicentina.

La definizione dei confini dovrà essere accompagnata da dati aggiornati su popolazione, imprese e spostamenti. Solo così la mediazione politica potrà tradursi in un servizio giudiziario più vicino ai cittadini senza indebolire gli uffici già operativi nel Vicentino.