
Il Tribunale di Bassano torna al centro dello scontro politico. Gaetano Crisafi, presidente del Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza, contesta l’entusiasmo del centrodestra per l’annunciata apertura e denuncia il rischio che costi e disfunzioni ricadano sui cittadini.
Nel comunicato dell’8 novembre Crisafi prende di mira in particolare le dichiarazioni dell’europarlamentare Elena Donazzan e accusa Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia di sostenere una scelta priva di adeguate garanzie organizzative. Il quadro istituzionale della giustizia è consultabile sul portale del Ministero della Giustizia. Le stesse criticità erano state richiamate nella recente presa di posizione di Poncato sul nuovo foro bassanese.
Secondo il presidente del Comitato, le preoccupazioni espresse da magistrati, avvocati, personale amministrativo e amministratori locali non possono essere liquidate come una semplice opposizione territoriale. Il punto, sostiene, è capire se la nuova sede possa funzionare senza sottrarre risorse e professionalità agli uffici giudiziari di Vicenza.
Tribunale di Bassano, il nodo delle risorse
Crisafi giudica il progetto risalente a quindici anni fa non adeguato alle esigenze attuali. A suo avviso, moltiplicare le sedi non garantisce automaticamente processi più rapidi o servizi migliori: servono magistrati, cancellieri, personale tecnico, strumenti e una struttura organizzativa capace di sostenere stabilmente l’attività giudiziaria.
La critica politica è netta. Il Comitato ritiene che il centrodestra stia presentando come potenziamento della giustizia un’operazione soprattutto simbolica e territoriale. Senza impegni concreti sulle dotazioni, aggiunge Crisafi, il rischio è frammentare ulteriormente le risorse disponibili e aggravare le difficoltà già registrate nel capoluogo.
Nel testo viene inoltre respinta una lettura campanilistica del confronto. La priorità, secondo Crisafi, deve essere la qualità del servizio offerto a tutti i cittadini vicentini, non la rivendicazione di una nuova bandiera politica. Chi sostiene l’apertura dovrà quindi assumersi la responsabilità delle conseguenze organizzative della scelta.
Il Comitato annuncia che continuerà a chiedere dati, personale e garanzie operative. La discussione sul Tribunale di Bassano resta così aperta, con due visioni contrapposte: da una parte chi considera la sede un risultato per la Pedemontana, dall’altra chi teme un indebolimento complessivo della giustizia provinciale.
































