Bando ERP a Schio, interrogazione sui privati che promettono aiuti per gli alloggi

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Bando ERP Schio, il municipio della città

Il bando ERP Schio arriva in Consiglio comunale con un’interrogazione sui soggetti privati che, a pagamento, offrono assistenza per le domande e prospettano possibili facilitazioni nell’assegnazione degli alloggi.

Il bando ERP Schio sarà al centro di un’interrogazione presentata dai gruppi consiliari Noi Cittadini con Cristina Marigo e Civitas Schio. L’iniziativa chiede chiarimenti e misure di tutela dopo le segnalazioni su operatori privati che offrirebbero, dietro pagamento, assistenza per accedere agli alloggi pubblici. Il canale istituzionale resta quello indicato nella pagina ufficiale del Comune di Schio dedicata al bando 2026.

La questione era già emersa con l’avvertimento del Comune secondo cui la domanda per il bando ERP è gratuita e non richiede intermediari. I consiglieri intendono ora portare il tema in aula, chiedendo come rafforzare l’informazione ai cittadini e prevenire equivoci o possibili raggiri.

Secondo i firmatari, chi presenta una domanda deve poter riconoscere con immediatezza i canali ufficiali e sapere a quali uffici rivolgersi. Nessun soggetto privato, sottolineano i gruppi consiliari, può garantire l’assegnazione di un alloggio pubblico né promettere scorciatoie nella formazione della graduatoria.

Bando ERP Schio, le richieste per tutelare chi presenta domanda

L’interrogazione punta quindi a conoscere quali iniziative l’amministrazione abbia già predisposto o intenda adottare per rendere più visibili le procedure corrette. Tra i riferimenti disponibili c’è il Servizio Casa – Sportello Qui Sociale del Comune, che offre assistenza per il caricamento della domanda previo appuntamento. Chi possiede SPID, CIE o CNS può invece procedere autonomamente attraverso la piattaforma regionale.

Il bando 2026 assegna alloggi di edilizia residenziale pubblica e introduce criteri aggiornati, tra cui una quota più ampia destinata agli under 35. Proprio perché le richieste riguardano famiglie e persone in condizioni abitative delicate, i consiglieri ritengono necessario evitare che informazioni ambigue possano indurre qualcuno a sostenere costi non necessari.

Il confronto in Consiglio comunale dovrà chiarire anche come vengono raccolte le segnalazioni e quali strumenti possano essere utilizzati per comunicare in modo capillare che l’assegnazione dipende esclusivamente dalle regole del bando e dalla graduatoria pubblica. L’obiettivo dichiarato è proteggere i cittadini e rendere trasparente ogni passaggio della procedura.