
C’è apprensione per le sorti di alcuni lavoratori impiegati presso i punti vendita nel Vicentino di C&C, azienda barese leader in Italia e all’estero nel settore dell’elettronica e della telefonia, celebre per essere uno dei principali distributori del marchio Apple, al centro di una delicata crisi societaria che vede a rischio l’attività di 130 negozi e il futuro di 1300 dipendenti, di cui 450 nelle sedi italiane.
La vicenda, come è chiaro, va ben oltre i confini vicentini, essendo gli store disseminati in tutta Italia e all’estero, come in Francia, nel Nord Europa, perfino in Lituania. In provincia di Vicenza è presente con un punto vendita alle porte del capoluogo, a Torri di Quartesolo per la precisione, e a Bassano del Grappa. Solo per rimanere in Veneto, si contano negozi C&C a Venezia, Verona, Rovigo e Treviso.
Crisi C&C: cosa sta succedendo?
Come riferito da La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), la vicenda giudiziaria è stata innescata da un’istanza di liquidazione giudiziale presentata da Td Synnex, colosso mondiale della distribuzione elettronica, a fronte di un credito insoluto di circa 4 milioni di euro nei confronti dell’azienda controllata dai fratelli Michele e Luca Gigli. Ma, secondo la stessa fonte, l’azienda deve far fronte a una debitoria stimata in 50-60 milioni di euro.
Per bloccare la procedura fallimentare, a inizi giugno la C&C ha depositato davanti al giudice civile del Tribunale di Bari, un ricorso per accedere alle procedure di regolazione della crisi. Questa mossa legale congela temporaneamente l’istanza di fallimento in attesa che venga valutata la strada della composizione negoziata.
Nel giro di due mesi, la società dovrà presentare un piano di salvataggio in continuità aziendale, che verrà predisposto da un team di legali e consulenti. I tempi per comprendere la risoluzione definitiva del caso non saranno brevi.
Nel frattempo, risulta che i circa 450 dipendenti della rete italiana non percepiscono lo stipendio da aprile e per loro è stata chiesta la cassa integrazione.
Crisi C&C: la situazione nel Vicentino
Secondo quanto appreso dalla redazione di ViPiù, sul territorio la vicenda è stata portata all’attenzione della Filcams Cgil Vicenza, ovvero la sigla che cura i diritti dei lavoratori nei settori commercio, alberghi, mense e servizi.
Il sindacato locale – contattato dalla redazione –, ha fatto sapere di essere da qualche giorno in contatto con alcuni lavoratori dello store di Torri di Quartesolo. Un tempo troppo breve, ci è stato spiegato, per avere un quadro preciso della situazione che, come detto in precedenza, interessa il livello nazionale del sindacato.
Tuttavia, a breve se ne saprà di più. Nei prossimi giorni è infatti previsto un incontro per fare il punto della situazione con la rappresentanza nazionale, alla quale saranno prospettate le urgenze locali e dovrebbero emergere aspetti più precisi riguardo al numero dei lavoratori interessati, ai rischi che corrono da un punto di vista lavorativo e occupazionale e, di conseguenza, le azioni che saranno eventualmente intraprese.





































