Dueville, pubblicate le analisi su 29 pozzi privati: concentrazioni di PFAS più elevate a Vivaro e al confine con Villaverla, ma comunque sotto il limite di legge

Il Comune ha reso pubblici i dati delle analisi effettuate ad inizio anno sui pozzi privati di Dueville. Il sindaco Stivan: “È un dato confortante”. Abbiamo interpellato di dott. Altissimo per avere un parere tecnico sui risultati dei campionamenti.

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L'approvvigionamento idrico di Dueville è garantito dagli oltre 4000 pozzi privati situati nelle abitazioni.

Il Comune di Dueville, con la collaborazione di Viacqua, ha reso pubblici i dati dei campionamenti effettuati su 29 pozzi privati del territorio comunale. Dueville è infatti l’unico comune del Veneto con oltre 10 mila abitanti ad essere sprovvisto, nella quasi sua totalità, di acquedotto. Ogni abitazione è servita da un proprio pozzo privato, che si contano in oltre 4 mila e dunque le analisi vengono effettuate a discrezione e scelta del privato.

Viste le preoccupanti evoluzioni degli ultimi mesi riguardante la contaminazione di PFAS, in particolare PFBA, nel territorio che comprende anche Dueville, numerosi cittadini si sono attivati effettuando delle analisi nel proprio pozzo. 50 sono i pozzi che sono stati campionati attraverso il Protocollo d’Intesa tra comune e Viacqua, che prevede che il costo venga diviso equamente tra privato, comune e gestore acquedottistico, negli scorsi giorni è stato reso pubblico un primo resoconto riguardante 29 pozzi. 

Analizzati due parametri di PFAS, tutti i pozzi sotto la soglia limite

Le due cartografie elaborate da Viacqua hanno evidenziato le diverse concentrazioni di PFAS, secondo due diversi indicatori. Il parametro “somma di PFAS”, include anche il PFBA, e risulta avere un limite di legge pari a 100 ng/l. Invece “somma 4 PFAS” si riferisce al valore complessivo di quattro tipologie di PFAS, considerate le più pericolose per la salute umana (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS), la normativa stabilisce in questo caso un limite massimo consentito di 20 ng/l.

Il Sindaco di Dueville Giuliano Stivan.
Il Sindaco di Dueville Giuliano Stivan.

Nei 29 campionamenti effettuati nessun valore risulta superare la soglia di legge per la potabilità dell’acqua in vigore in Italia. “Questi dati assieme alle mappe zonali di dove sono stati effettuati i prelievi, confermano che i valori degli aggregati dei PFAS sono ampiamente nella norma” ha annunciato in una nota il sindaco di Dueville Giuliano Stivan. “È un dato confortante perché unito ai riscontri delle analisi che l’Ulss 8 svolge sui pozzi di proprietà comunale (palestre, municipio, scuole) ci consente di affermare che la qualità dell’acqua prelevata per uso potabile ad oggi è di buona qualità” continua il primo cittadino duevillese.

In via Sega rilevati 13 ng/l di 4PFAS (limite di potabilità a 20 ng/l)

I dati si mantengono ampiamente sotto le soglie limite nella parte a est di Dueville, nel centro storico, a Povolaro e a Passo di Riva. Diversa è la situazione invece nella fascia verticale più a ovest del comune, dove, ai confini con Villaverla e nella frazione Vivaro le concentrazioni di PFAS, seppur entro i limiti sono decisamente più elevate. Per la somma di PFAS, il cui limite è 100 ng/l, si arrivano a toccare i 28 ng/l, in particolare in via Sega, nelle cui vicinanze si contano poi due episodi di 24 ng/l e uno di 27 ng/l. Sempre nella stessa zona si raggiungono i dati più elevati anche per quel che riguarda l’analisi delle 4 tipologie di PFAS più temute, di fronte ad un limite di 20 ng/l si toccano i 13 ng/l in via Turati, 10 ng/l in via Sega. Guardando la zona a est rispetto alla linea ferroviaria Vicenza-Schio nessun pozzo è andato invece oltre i 2 ng/l.

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A sinistra la concentrazione della somma totale di PFAS, a destra di 4 tipologie di PFAS ((PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS). Viacqua ha precisato che gli esiti relativi ad un singolo pozzo non sono necessariamente rappresentativi della
qualità della falda nel suo intorno, che dipende da molti fattori idrogeologici locali.

Per un parere tecnico sulle analisi pubblicate abbiamo interpellato il dott. Lorenzo Altissimo anche in virtù della sua lunga esperienza come direttore del Centro Idrico di Novoledo, situato all’interno dell’Oasi Naturalistica di Villaverla, dove l’acquedotto di Padova preleva l’acqua fin dalla fine dell’800. 

Altissimo: “Acquifero complesso a Dueville, due le linee di flusso”

“Guardando la cartografia delle analisi pubblicate si potrebbero tracciare delle linee di iso-concentrazione – precisa Altissimo – per avere così una distribuzione spaziale della presenza di PFAS”. Sorge tuttavia un problema: la profondità dei pozzi. “Non essendo nota, una valutazione in tal senso è sicuramente più complessa” afferma il dott. Altissimo. 

altissimo lorenzo
Il dott. Lorenzo Altissimo è stato direttore del Centro Idrico di Novoledo.

Dunque gli esiti relativi ad un singolo pozzo non sono necessariamente rappresentativi della qualità della falda nel suo intorno, che dipende da molti fattori idrogeologici, tra cui soprattutto la profondità. “A Dueville l’acquifero è molto complesso perché abbiamo due linee di flusso sotterraneo prevalenti dovute alla presenza di almeno di due conoidi” ha spiegato Altissimo, si tratta essenzialmente di accumuli di detriti e sedimenti, risalenti in questo caso a epoche diverse. “I pozzi meno profondi, soprattutto nella zona di Dueville e Passo di Riva, hanno un’alimentazione che viene dall’Astico a nord – precisa il chimico di Torri di Quartesolo -. I pozzi più profondi, soprattutto quelli nella parte sud del comune, hanno invece un’alimentazione che viene dal nord-ovest”.

Esistono dunque almeno due linee di flusso, che contribuiscono a creare più livelli di falda. “Uno è risalente a 10-15 mila anni fa quando c’è stata l’ultima grande glaciazione e poi uno più recente arriva da Montecchio Precalcino, si tratta del paleo alveo dell’Astico, che è passato da ovest a est rispetto alla collina di Montecchio” continua Altissimo. Secondo l’ex direttore del centro idrico di Novoledo bisognerebbe dunque aggregare i pozzi anche in relazione alla profondità, in questo caso emergerebbe una distribuzione che è spaziale, ma anche tridimensionale. 

oasi villaverla
Presso l’Oasi Naturalistica di Villaverla, ai confini con Dueville, fin dalla fine del 1800 parte la canaletta in grado di portare nel padovano l’acqua.

Un ulteriore fattore che complica l’interpretazione: la presenza dei pozzi acquedottistici di Padova

Un’ulteriore riflessione va fatta sulla presenza dei pozzi di attingimento dell’acquedotto di Padova all’interno dell’area dell’Oasi Naturalistica di Villaverla, proprio al confine con Dueville. “La diversa tipologia di captazione dell’acquedotto di Padova è un ulteriore elemento di complicanza, sarebbe utile conoscere gli esiti dei controlli effettuati nei pozzi più superficiali delle Vecchie Sorgenti e nei pozzi profondi, nonché gli esiti delle analisi sui pozzi dell’acquedotto padovano in comune di Dueville” è il ragionamento spiegato da Altissimo.

Un’ulteriore sottolineatura doverosa è che i dati pubblicati sono una fotografia della situazione di quando sono state effettuate le analisi, ovvero in questo caso nel primo quadrimestre di quest’anno. È infatti scientificamente riconosciuto che in particolare i PFBA abbiano una mobilità ambientale molto elevata è dunque fondamentale continuare a monitorare, anche se, come spiegato chiaramente da Altissimo non è cosa semplice essendoci oltre 4000 pozzi a profondità diverse.

La discarica Terraglioni-Egi Zanotto di Montecchio Precalcino, non è impermeabilizzata e contiene le terre da scavo della SPV contenenti PFBA.
La discarica Terraglioni-Egi Zanotto di Montecchio Precalcino è tra i siti non impermeabilizzati e contiene le terre da scavo della SPV contenenti PFBA.

Il sindaco Stivan: “Il monitoraggio continuerà per tutto l’anno”

I punti interrogativi rimangono intanto tanti, la certezza è che a nord di Dueville rimane depositato il materiale da scavo della Pedemontana Veneta contenente PFBA, utilizzati come acceleranti durante la cementificazione dei tunnel di Malo e Sant’Urbano. Tra Montecchio Precalcino e Sarcedo si contano tra gli altri ben tre siti che non risultano essere impermeabilizzati.

È evidente dunque come rimane fondamentale continuare a monitorare il fragile territorio vicentino, colpito dalla contaminazione di sostanze che non dovrebbero essere presenti in natura come nel caso dei PFAS. 

“Il monitoraggio continuerà per tutto il corrente anno – assicura il sindaco Stivan – così come l’impegno per reperire le risorse economiche necessarie all’introduzione sul nostro territorio di un primo tronco dell’acquedotto che dovrebbe arrivare da nord cioè da Montecchio Precalcino”.