Eruzione Etna, non solo stop ai voli: arriva la stretta per salire sul vulcano

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(Adnkronos) – Non solo lo stop ai voli in arrivo e in partenza dall’aeroporto di Catania. Dopo l’eruzione dell’Etna arriva anche la nuova stretta sulle ordinanze per avvicinarsi al vulcano che in questo periodo è in attività. Da ieri sera un’ordinanza ordina di rimanere a 200 metri dal fronte lavico. Limitata, inoltre, la viabilità per accedere al Rifugio Citelli. Numerose persone nei giorni scorsi si sono avvicinate molto al fronte lavico, per farsi dei selfie. 

 

Intanto non c’è pace per l’aeroporto di Catania: l’attività eruttiva dell’Etna non si ferma e la Sac, la società che gestisce lo scalo siciliano, è stata costretta ad annunciare che “è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti al settore C1 e B3. Sono sospese le attività di volo in arrivo e partenza all’aeroporto di Catania fino alle 02:00 ora locale del 15 agosto. I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree”, sottolinea la società. 

Dal 6 agosto al 12 agosto erano previsti 1.974 voli dall’aeroporto di Catania ma “il 36% è stato cancellato in conseguenza dell’evoluzione del fenomeno e delle necessarie limitazioni operative”. I dati confermano la portata eccezionale dell’emergenza, “la più severa degli ultimi 20 anni in termini di impatto sull’infrastruttura aeroportuale”, comunica Sac. “Tra il 6 e il 12 agosto, a fronte delle criticità determinate dalla presenza di cenere vulcanica in atmosfera, circa 630 voli previsti sull’aeroporto di Catania sono stati dirottati verso altri scali, consentendo di mantenere attivi i collegamenti e di assicurare, per quanto possibile, la continuità della mobilità da e verso la Sicilia”, si legge. 

La gestione dei voli dirottati “ha richiesto un costante lavoro di coordinamento tra aeroporti, compagnie aeree, autorità e operatori, con l’obiettivo di garantire la massima continuità possibile dei collegamenti e l’assistenza ai passeggeri. In questo quadro, gli scali di Comiso, Palermo e Trapani hanno contribuito in maniera cruciale ad assorbire parte del traffico originariamente destinato a Catania”. Sac ribadisce il suo “impegno nel garantire il presidio delle infrastrutture e il coordinamento con tutti i soggetti coinvolti, lavorando per consentire la ripresa della piena operatività dello scalo non appena le condizioni lo permetteranno”. 

 

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