Fieracavalli, Confagricoltura porta a Verona allevamento, turismo rurale e ricerca

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Fieracavalli Verona, ingresso della rassegna equestre dedicata al comparto
Una precedente edizione di Fieracavalli a Verona. Foto VeronaFiere/Ennevi Foto.

Dal 5 all’8 novembre l’organizzazione agricola partecipa alla rassegna con incontri sulle prospettive del comparto equino e sulle ricadute per i territori rurali.

A Fieracavalli Verona Confagricoltura e Confagricoltura Verona presenteranno un programma dedicato ad allevamento, turismo rurale e innovazione. Gli appuntamenti, previsti dal 5 all’8 novembre, affrontano le opportunità economiche legate al cavallo e le condizioni necessarie per sviluppare il settore. Il calendario generale della manifestazione è disponibile sul sito ufficiale di Fieracavalli.

Una parte degli incontri riguarda il turismo equestre e le proposte che uniscono percorsi a cavallo, borghi, produzioni tipiche e soggiorni negli agriturismi. Confagricoltura e Agriturist puntano su itinerari integrati e vacanze lente come strumenti per creare reddito nelle aree interne.

Il progetto si affianca alle iniziative già presentate nello stand del Veneto tra turismo slow e prodotti tipici, ampliando l’attenzione alle aziende agricole e agli allevamenti.

Fieracavalli Verona, allevamento e innovazione

Uno spazio specifico sarà riservato al cavallo sportivo e al rapporto tra tradizione, ricerca e miglioramento genetico. Confagricoltura inserisce nel confronto anche benessere animale, biodiversità e ruolo delle aziende nella tutela dei territori.

Ferruccio Badi, presidente della Federazione nazionale allevamenti equini, descrive il comparto come un motore di sviluppo capace di produrre valore nell’ospitalità e nel turismo esperienziale. La crescita dell’ippoturismo, osserva, richiede collaborazione tra aziende, agriturismi e attività locali.

Secondo i dati richiamati dall’organizzazione, circa 27 mila aziende agricole italiane allevano equini, per un totale vicino a 150 mila capi. Fieracavalli Verona diventa così un luogo per discutere non soltanto di sport e spettacolo, ma anche di sostenibilità economica. Le prospettive dipendono dalla qualità dell’offerta, dalla formazione degli operatori e dalla capacità di costruire reti territoriali riconoscibili e accessibili.

Il programma offre inoltre alle imprese un’occasione per confrontare esperienze e modelli organizzativi. La capacità di trasformare l’interesse per il cavallo in presenze turistiche stabili sarà misurata dalla qualità dei servizi, dalla sicurezza dei percorsi e dalla collaborazione tra operatori.