La storia di Padre David Maria Turoldo e il suo legame con Vicenza: alla Scuola del Lunedì il racconto di Padre Giorgio Vasina

Vasina è incaricato della gestione e del riordino della biblioteca e del Museo della Basilica di Monte Berico

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Scuola del lunedì
Padre Giorgio Vasina racconta Padre David Maria Turoldo

Non è la prima volta che la Scuola del Lunedì, coordinata da Daniele Bernardini, ospita un relatore che porta ai Ferrovieri – presso la sede della Biblioteca La Locomotiva – la storia di una personalità legata alla città di Vicenza ma non abbastanza conosciuta. Lo scorso lunedì 30 marzo è stata la volta di Padre David Maria Turoldo – presbitero, teologo, filosofo e poeta – la cui vita è stata narrata da padre Giorgio Vasina, direttore della Biblioteca Berica e dell’archivio conventuale dei Servi di Maria presso il Santuario di Monte Berico che ha “conosciuto” padre Turoldo, apprezzando i suoi libri e la documentazione che lo riguardava.

Padre David Maria Turoldo

Nacque il 22 novembre 1916 a Coderno (UD) con il nome di Giuseppe, in piena guerra, nono figlio di dieci: fin da piccolo seppe far propria la dignità della condizione povera della sua terra. Adolescente, nel Convento di Madonna delle Grazie a Udine dove andava a pregare con i genitori, conobbe un frate vicentino, Fra’ Gioacchino Maria Rossetto. Ne rimase affascinato e scelse Vicenza per la sua vita religiosa: visse il suo periodo di noviziato a inizio anni ’30 a Isola Vicentina, presso il convento di S. Maria del Cengio, pronunciando poi i voti solenni e incominciando gli studi umanistici e teologici a Venezia. Nel 1940 fu ordinato sacerdote a Monte Berico.

Nel 1940 fu assegnato al convento di Santa Maria dei Servi in San Carlo al Corso a Milano, tenendo per anni le omelie in Duomo. Durante l’occupazione nazista di Milano, collaborò attivamente con la resistenza antifascista, diffondendo dal suo convento il periodico clandestino l’Uomo e ospitando un rifugio per personaggi di spicco della città all’interno del campanile della Chiesa di San Carlo.  Assieme al confratello e amico Camillo De Piaz sviluppò il centro culturale la Corsia dei Servi, dal nome della strada che dal convento dei Servi conduceva al Duomo.

Con De Piaz si iscrisse al corso di laurea in filosofia all’Università Cattolica, conseguendo la laurea nel 1946. Carlo Bo gli propose quindi di diventare assistente alla cattedra di Letteratura all’Università di Urbino, ma lui rifiutò. Il grande pubblico lo conobbe attraverso due raccolte di liriche “Io non ho mani “(che gli valse il Premio letterario Saint Vincent) e “Gli occhi miei lo vedranno”, presentato nella collana Lo Specchio di Mondadori.

Negli anni Cinquanta, Turoldo venne assegnato al convento della Santissima Annunziata di Firenze, dove incontrò personalità affini al suo modo di sentire, tra cui Giovanni Vannucci, padre Ernesto Balducci e il sindaco Giorgio La Pira.

Venne poi trasferito al convento di Santa Maria delle Grazie a Udine, dove proporrà un progetto, ideato mentre era stato a contatto con i figli degli emigrati friulani all’estero. Nacque quindi la sceneggiatura del film “Gli ultimi“, ispirato al racconto Io non ero fanciullo scritto da Turoldo in precedenza e girato in Friuli-Venezia Giulia; il film illustrava la povertà del suo paese e del mondo contadino, attraverso il racconto della sua esperienza giovanile. Presentato nel 1963 per la regia di Vito Pandolfi, non fu ben accolto dall’opinione pubblica friulana.

Scelse Sant’Egidio in Fontanella (BG) come luogo dove dare il via a una nuova esperienza religiosa comunitaria, allargata alla partecipazione anche di laici, facendo costruire accanto allo storico edificio del Priorato una casa per l’ospitalità, che chiamò “Casa di Emmaus”. 

Turoldo fu attivo nella vita culturale di diversi contesti e momenti storici: da Firenze a Milano, dal Friuli a Sotto il monte, ma ha mantenuto stretti legami con la città berica. Ha conosciuto e frequentato personaggi illustri della vita vicentina, dal poeta Fernando Bandini – suo amico – all’editore Rienzo Colla – fondatore della casa editrice “La locusta”; con Mario Rigoni Stern (incontrato nel 1956) e Geminiani ha animato incontri e dibattiti in città e provincia.

Ha viaggiato in Canada, Francia e Inghilterra, interessandosi della condizione degli emigranti friulani in loco.

Padre Giorgio Vasina alla Scuola del Lunedì

Dopo aver completato il ciclo di studi e preparazione a Vicenza, Udine e Roma, fu ordinato sacerdote nel 1973 a Vicenza. Si laureò in lettere e filosofia all’università di Padova nel 1978. Trasferitosi l’anno dopo ad Isola Vicentina, per 18 anni forma giovani aspiranti dei Servi di Maria ed insegna lettere presso diverse scuole medie statali. Dal 1999 vive presso la comunità dei Servi di Monte Berico, dove è stato incaricato di riordinare la Biblioteca e darle una nuova vita – oggi è aperta al pubblico e vengono organizzati laboratori e aule studio.

La Biblioteca Berica

La Biblioteca è annessa al Santuario di Monte Berico fin dal 1600. All’interno sono custoditi oltre 80 mila volumi, molti dei quali donati da benefattori, tra cui è presente anche la preziosa collezione di letteratura ceduta dallo stesso Turoldo. Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 la biblioteca si arricchì anche di fondi di frati studiosi provenienti da altre comunità, tra cui quelli di padre Agostino Barberini, astronomo e matematico, proveniente dall’antico convento di San Giovanni Battista in Mendrisio (Svizzera), e di padre Ferdinando Mantovani, fondatore del primo circolo di Azione Cattolica a Vicenza.

Il relatore della Scuola del Lunedì ci ha tenuto a precisare che si tratta di una biblioteca pubblica che nel 2025 ha ricevuto la benemerenza di entrare a fare parte della Rete delle Biblioteche Ecclesiastiche da parte della CEI.

In chiusura del pomeriggio, dopo gli interventi del pubblico che ha ricordato aneddoti legati alla vita Vicentina di Padre Turoldo, e oltre all’invito a recarsi alla Biblioteca di Monte Berico per visitarla, anche il monito di partecipare alle celebrazioni per i seicento anni dall’apparizione della Madonna: tra mostre, visite guidate e momenti culturali vi è la possibilità di scoprire un tesoro della città.

 

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