Ddl antisemitismo, presidio a Montecitorio: Rifondazione protesta, NES attacca l’ANPI

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presidio contro ddl antisemitismo davanti a Montecitorio

Il 9 settembre manifestazione davanti alla Camera mentre il testo arriva in commissione. Rifondazione teme limiti al dissenso; NES difende il provvedimento e contesta l’ANPI.

Il presidio contro ddl antisemitismo annunciato da Rifondazione Comunista si svolgerà mercoledì 9 settembre davanti a Montecitorio, mentre il testo arriva all’esame della commissione parlamentare. Il segretario nazionale del Prc, Maurizio Acerbo, annuncia la partecipazione del partito alla mobilitazione e invita chi non sarà a Roma ad aderire alle iniziative previste in altre città.

In concomitanza con la discussione alla Camera del cosiddetto “DdL Antisemitismo”, Rifondazione Comunista scende in piazza a Vicenza tra i promotori del presidio maratona di protesta, organizzato in rete con AVS, M5S, PCI, GC , SINISTRA ITALIANA, COALIZIONE CiVICA e numerose realtà associative e sociali del territorio.

L’appuntamento è fissato per mercoledì 9 alle ore 16:30 in Piazza Biade, dove la mobilitazione prenderà il via con un momento speciale: una lezione aperta a cura degli e delle insegnanti attivist@ di Aula 33 per poi continuare verso contra’ Gazzolle di fronte alla Prefettura.

Il confronto sul provvedimento ha già prodotto iniziative anche nel territorio vicentino, tra cui la recente lezione pubblica con presidio sul ddl antisemitismo a Vicenza. Al centro della discussione c’è il confine tra il contrasto all’odio antiebraico e la tutela della libertà di critica verso il governo israeliano e il sionismo.

Locandina manifestazione contro Ddl antisemitismo
Locandina manifestazione contro Ddl antisemitismo

Presidio contro ddl antisemitismo, le posizioni contrapposte

Acerbo sostiene che la proposta rischi di criminalizzare i movimenti di solidarietà con il popolo palestinese e di comprimere la libertà di informazione e di dissenso. Il leader di Rifondazione richiama la Dichiarazione di Gerusalemme del 2021, elaborata e sottoscritta da studiosi dell’antisemitismo, secondo la quale la critica alle politiche israeliane o al sionismo non costituisce automaticamente antisemitismo.

Nella nota, Acerbo rivolge accuse politiche molto dure al governo e critica i parlamentari centristi e del Partito Democratico che hanno sostenuto l’iter del testo. Si tratta di valutazioni del segretario del Prc, non di fatti accertati. Rifondazione ribadisce che l’antisemitismo debba essere combattuto, ma considera necessario distinguere questo fenomeno dalle contestazioni rivolte allo Stato e all’esecutivo israeliano.

Una posizione opposta arriva da NES Noi Ebrei Socialisti e dal Comitato Gherush92, che appoggiano il disegno di legge e attaccano la partecipazione dell’ANPI alla manifestazione. Le due organizzazioni chiedono all’associazione partigiana di ritirare le proprie affermazioni su Israele e sostengono che determinate accuse favoriscano l’ostilità verso il popolo ebraico. Anche queste sono posizioni dei firmatari e vanno lette nel quadro di un confronto politico fortemente polarizzato.

NES richiama inoltre l’intesa sottoscritta a luglio tra ANPI e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane contro razzismo e discriminazioni, giudicando incoerente la successiva adesione dell’associazione al presidio. L’ANPI, dal canto suo, ha collegato la propria partecipazione alla denuncia delle conseguenze della guerra a Gaza e delle violenze nei territori palestinesi.

Il presidio contro ddl antisemitismo porta dunque davanti alla Camera due questioni intrecciate: la necessità condivisa di contrastare l’odio antiebraico e il dissenso sui criteri con cui distinguere antisemitismo, antisionismo e critica politica a Israele. La discussione proseguirà insieme all’iter parlamentare del provvedimento.