
La federazione di Vicenza del Partito della Rifondazione Comunista interviene sul caso del rider ferito a seguito di un incidente avvenuto a Pasqua in Viale Diaz. Il lavoratore ha riportato gravi conseguenze dopo che con la sua bici, mentre consegnava del cibo, si è scontrato con un’automobile.
Secondo il partito non si tratta di un caso isolato: “È l’ennesimo sintomo di un modello economico predatorio che denunciamo da tempo come una vera e propria moderna forma di schiavitù.
Mentre le piattaforme digitali macinano profitti milionari, i lavoratori sono costretti a correre tra il traffico e le intemperie, privi delle tutele basilari, per pochi euro a consegna. Il sistema del ranking e l’algoritmo impongono ritmi insostenibili che mettono a rischio l’incolumità fisica di chi, per necessità, accetta questo ricatto occupazionale”.
Dopo il caso del rider ferito, Rifondazione comunista Vicenza ritiene colma la misura: “Non possiamo più accettare che il diritto a una cena calda a domicilio valga più della vita e della sicurezza di un lavoratore. Dietro la patina tecnologica delle app si nasconde un ritorno al cottimo dell’Ottocento, dove il lavoratore è considerato un ingranaggio sostituibile e privo di dignità”.
Rifondazione Comunista Vicenza ribadisce con forza le proprie rivendicazioni: “Pieno riconoscimento del lavoro subordinato, abolizione del cottimo e sicurezza garantita dalle aziende”.
Prc Vicenza, nel manifestare la propria solidarietà al rider ferito a Vicenza e alla sua famiglia sottolinea che, ora, “serve una lotta politica e sindacale senza quartiere per smantellare questo sistema di sfruttamento. Invitiamo la cittadinanza e le istituzioni locali a non girarsi dall’altra parte e a sostenere le mobilitazioni dei lavoratori della gig economy”.





































