Sanità veneta, Luisetto e Manildo: «Una prestazione su due resta senza risposta»

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Palazzo Ferro Fini, l'ingresso

Le prestazioni sanitarie in Veneto tornano al centro del confronto politico: Chiara Luisetto e Giovanni Manildo sostengono che 2,6 milioni di visite ed esami prescritti ogni anno non arrivino all’erogazione pubblica.

I due esponenti del Partito Democratico citano dati attribuiti ad Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Luisetto è vicepresidente della commissione sociosanitaria del Consiglio regionale, mentre Manildo guida il gruppo dem a Palazzo Ferro Fini.

Secondo la loro lettura, su 5,9 milioni di prime visite ed esami diagnostici presi in carico, 3,3 milioni sarebbero effettuati dal servizio pubblico. Il dato, affermano, completa quello sul rispetto dei tempi d’attesa e solleva il problema delle persone costrette a rivolgersi al privato o a rinunciare. Il tema rientra nel dibattito sulla sanità e l’accesso alle cure.

Prestazioni sanitarie in Veneto e accesso alle cure

Luisetto e Manildo chiedono di considerare anche le visite di controllo, che a loro dire non sarebbero comprese nel monitoraggio richiamato. La questione centrale non riguarda soltanto la velocità delle prestazioni effettivamente prenotate, ma la differenza tra il fabbisogno prescritto e la capacità di risposta del sistema.

I consiglieri segnalano inoltre che il Veneto risulterebbe tra le Regioni con meno prescrizioni in rapporto alla popolazione. Riconoscono il valore dell’appropriatezza prescrittiva, necessaria per evitare esami inutili, ma chiedono di verificare se sui numeri incidano anche difficoltà di accesso, carenze di personale o rinunce dovute alle attese.

La loro è una posizione politica e richiede un confronto con la Regione sui criteri utilizzati e sui dati completi. Per valutare l’efficienza del servizio, sostengono, occorre misurare quante persone ottengono realmente le cure necessarie, in quali tempi e con quale ricorso alla spesa privata. La richiesta finale è quindi di rendere trasparenti flussi, prestazioni di controllo e cause delle mancate erogazioni, distinguendo anche i diversi territori provinciali.