Tarlo asiatico nel Vicentino, piano da 266 mila euro per contenere il focolaio

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Tarlo asiatico nel Vicentino su un tronco d’albero

Il tarlo asiatico nel Vicentino sarà contrastato con un piano biennale da quasi 266 mila euro: Regione Veneto e Università di Padova rafforzeranno controlli, mappature e interventi nell’area di Villaverla.

Per fermare il tarlo asiatico nel Vicentino prima che il focolaio si estenda, la Regione Veneto ha approvato un accordo con l’Università di Padova. Il progetto biennale, del valore complessivo di 265.925 euro, riguarda Villaverla e i Comuni vicini e punta a definire con precisione la presenza del parassita, seguirne gli spostamenti e intervenire tempestivamente.

La presenza dell’Anoplophora glabripennis è stata individuata e confermata nel 2025 a Villaverla. Il Servizio fitosanitario regionale ha delimitato un’area infestata nel raggio di circa cento metri dalle piante colpite e una zona cuscinetto estesa per ulteriori due chilometri. Sono già in corso controlli e misure di eradicazione, compresi l’abbattimento e la distruzione delle piante infestate e di quelle considerate a rischio.

Il tarlo asiatico del fusto è un coleottero originario dell’Asia, classificato dall’Unione europea come organismo da quarantena prioritario. Può attaccare numerose latifoglie, tra cui aceri, ippocastani, betulle, pioppi, salici, frassini e olmi, provocandone il progressivo deperimento fino alla morte.

L’intervento si inserisce nelle azioni regionali contro le specie invasive, già attivate anche con il piano contro la mosca orientale della frutta in Veneto.

Tarlo asiatico nel Vicentino: controlli estesi e piante sentinella

Il nuovo programma prevede controlli sistematici sugli alberi presenti nell’area interessata, con particolare attenzione alle specie più sensibili. La mappatura di piante e focolai sarà implementata mediante sistemi georeferenziati, così da seguire nel tempo l’evoluzione dell’infestazione.

Saranno inoltre individuate specifiche piante sentinella, scelte per la loro sensibilità al coleottero, con l’obiettivo di intercettare nuove presenze anche fuori dall’area già delimitata. Il monitoraggio partirà nell’inverno 2026-2027 e interesserà una nuova fascia di due chilometri attorno alla zona di infestazione conosciuta. Nell’estate 2027 è prevista una verifica complessiva per misurare l’andamento del focolaio e l’efficacia delle misure adottate.

L’assessore regionale all’Agricoltura e Foreste Dario Bond sottolinea che l’abbattimento degli alberi è una scelta pesante per il territorio, ma ritiene necessario intervenire mentre il focolaio è ancora circoscritto. La collaborazione scientifica con l’ateneo patavino dovrà rendere più precisa l’individuazione delle piante colpite ed evitare azioni indiscriminate.

L’obiettivo indicato dalla Regione è contenere ed eradicare il parassita, salvare il maggior numero possibile di alberi e impedire che una presenza oggi localizzata diventi un’emergenza estesa al resto del territorio vicentino.