Tav Vicenza a Est: capigruppo chiedono dibattito in Consiglio comunale

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I capigruppo di maggioranza del Consiglio comunale di Vicenza hanno chiedono un dibattito in assemblea sul tema dell’uscita a Est della Tav. La richiesta giunge dopo le recenti comunicazioni di RFI sulla soluzione progettuale prevalente per la linea AV/AC Vicenza–Padova, ovvero quella “a raso”, con lo scavalco del montonte a Setteca’.

Da alcuni giorni questa novità, anticipata dal centrodestra cittadino, in maniera irrituale secondo la maggioranza, sta monopolizzando il dibattito pubblico.

Con la loro richiesta, i capigruppo cercano di ricondurre la discussione in Consiglio comunale. Ovvero l’organo che ha già recentemente espresso chiaramente il proprio No alla soluzione “a raso” e che, va detto, non ha un reale potere per incidere sulle decisioni assunte sulla progettazione.

Capigruppo: “In Consiglio comunale a Vicenza si discuta dell’uscita a Est della Tav”

“Le notizie emerse negli ultimi giorni hanno generato forte preoccupazione tra i cittadini, in particolare nei quartieri maggiormente interessati, oltre a sorpresa sul piano istituzionale per le modalità con cui il confronto è stato finora condotto”.

Lo dicono i firmatari della richiesta, ovvero i consiglieri capogruppo di maggioranza Giacomo Bez, Ida Grimaldi, Elia Pizzolato, Mattia Pilan, Raffaele Colombara e Luca Poncato.

“Il Consiglio comunale di Vicenza – proseguono – si è già espresso con chiarezza e all’unanimità nella seduta del 26 maggio scorso, ribadendo la contrarietà a qualsiasi soluzione che preveda la localizzazione del cosiddetto Salto del Montone nel territorio comunale e, in particolare, a Settecà.

Come gruppi di maggioranza ribadiamo il pieno sostegno all’azione del sindaco e dell’amministrazione comunale nel richiedere a RFI trasparenza, documentazione tecnica completa e un confronto istituzionale rispettoso del ruolo della città.

Abbiamo formalizzato la richiesta di dibattito e chiesto che venga calendarizzata in Consiglio comunale non appena sarà disponibile tutta la documentazione necessaria, così da consentire un confronto serio, completo ed efficace, fondato su elementi tecnici chiari e verificabili.

Su un’infrastruttura strategica per il futuro del territorio non possono esserci decisioni calate dall’alto. Vicenza ha il diritto di conoscere le reali intenzioni di RFI e di partecipare, attraverso le proprie istituzioni democratiche, a scelte che avranno effetti permanenti sul territorio e sulla comunità”, concludono i richiedenti.