Bonifica ex Miteni di Trissino, il Piano in Conferenza Servizi. CdV: “Servono otto anni e oltre 80 milioni di euro”

56
motivazioni Miteni bonifica ex pfas veneto bonifica ex miteni caso

Nel corso della Conferenza dei Servizi per la Bonifica della Ex Miteni, nella sede Arpav di Vicenza, è stato presentato, discusso e parzialmente approvato il progetto per restituire l’area alla comunità di Trissino.

Lo si apprende da Il Corriere del Veneto. L’elaborato è stato presentato dalla società Aicom, incaricata da Icig, una delle società individuate dal il Consiglio di Stato come responsabili dell’inquinamento. Le altre sono Eni e Mitsubishi. “A queste – riporta il quotidiano – potrebbe aggiungersi anche la Manifattura Marzotto, che aveva il proprio centro di ricerca in quei capannoni negli anni Settanta, e per la quale i giudici di secondo grado devono ancora pronunciarsi”.

Bonifica ex Miteni di Trissino: servono otto anni e oltre 80 milioni di euro

Al tavolo sedevano le tre aziende responsabili, la Provincia di Vicenza e il Comune di Trissino. Fuori, sigle sindacali ed ambientaliste per un presidio che chiedeva progetto e tempi certi, oltre a trasparenza e coinvolgimento.

Il progetto per la Bonifica della ex Miteni di Trissino, nel Vicentino, prevede 8 anni di lavori e un preventivo di spesa inziale di 84 milioni di euro.

Vista la complessità dell’intervento è stato scelto di avanzare per step: gli specialisti dovranno verificare di volta in volta lo stato del terreno, valutarne il livello di contaminazione e decidere quali tecniche adottare. La prima fase sarà dedicata agli accertamenti. Successivamente verranno realizzate le opere di contenimento esterno all’area industriale e in prossimità della zona in cui sorgevano le unità produttive (l’intero stabilimento è stato dismesso). Solo dopo le verifiche si potrà stabilire se sarà necessario procedere con l’asportazione di porzioni di terreno particolarmente contaminate. 

A rendere ancora più complesso l’intervento è la dimensione della contaminazione. La falda interessata dall’inquinamento si estende per circa 200 chilometri quadrati, per oltre 40 chilometri di lunghezza, con una profondità che varia da 4 metri fino a 35. Proprio queste dimensioni suscitano preoccupazione tra i cittadini, soprattutto per le ultime novità sul fronte della filiera agroalimentare, si legge nell’articolo.