Evasione durante la visita al San Bortolo: detenuto catturato dopo poche ore, l’allarme del Sindacato di Polizia Penitenziaria

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria chiede interventi urgenti su scorte e piantonamenti

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Momenti di tensione nella giornata di ieri, martedì 4 agosto, a causa dell’evasione di un detenuto: durante un trasferimento per una visita medica urgente presso l’ospedale San Bortolo, il detenuto straniero ristretto nella casa circondariale di Vicenza è riuscito a fuggire.

L’uomo, di nazionalità marocchina e sottoposto al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento Penitenziario, si è allontanato intorno alle 13.30. L’evasione, però, è durata poche ore: il detenuto è stato infatti rintracciato e catturato nelle vicinanze della struttura sanitaria grazie al tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria.

Determinante anche il supporto degli agenti liberi dal servizio, che sono accorsi immediatamente dopo l’allarme, contribuendo alle operazioni di ricerca.

Evasione detenuto a Vicenza, le parole del SAPPE

A rendere nota la vicenda è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che ha espresso apprezzamento per l’operato degli agenti. “Esprimo il pubblico plauso al personale addetto alla scorta che, con professionalità e determinazione, ha evitato che un episodio gravissimo si trasformasse in una fuga riuscita”, ha dichiarato Giovanni Vona, segretario nazionale per il Triveneto.

Vona ha però evidenziato come i tentativi di evasione durante i servizi di traduzione e piantonamento stiano diventando sempre più frequenti, segnalando criticità strutturali nel sistema.

Sulla stessa linea anche il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, che ha denunciato le difficoltà operative del personale. “Gli organici restano gravemente insufficienti, gli operatori sono chiamati a svolgere turni massacranti, spesso ben oltre le nove ore di servizio, con mezzi di trasporto vetusti, frequentemente indisponibili perché fermi nelle officine o con percorrenze ormai insostenibili“, ha spiegato, sottolineando anche la necessità di una maggiore formazione e di un adeguamento economico per gli agenti.

Capece ha inoltre posto l’attenzione sulla gestione dei ricoveri ospedalieri dei detenuti, ritenendo necessaria una revisione delle procedure. “Troppo spesso trasferimenti disposti come urgenti si rivelano non tali. Servono criteri più rigorosi per limitare gli accompagnamenti ai casi realmente indispensabili”, ha aggiunto.

Il sindacato chiede interventi urgenti

Il sindacato conclude chiedendo interventi immediati al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per rafforzare gli organici, rinnovare i mezzi e riorganizzare il sistema delle traduzioni e dei piantonamenti.

Un episodio che, seppur risolto in poche ore, riaccende i riflettori sulla sicurezza e sulle condizioni operative della Polizia Penitenziaria. Solo per citare i casi vicentini più recenti, il 9 settembre 2025 un detenuto classificato come “di difficile adattamento” ha appiccato un incendio all’interno della propria cella, situata nel vecchio padiglione del carcere di Vicenza. Due agenti sono stati condotti al pronto soccorso per accertamenti, con prognosi di 7 e 3 giorni.

L’episodio di ieri ricorda, inoltre, la vicenda occorsa lo scorso giugno, quando un detenuto in permesso premio, ha violato le disposizioni del Magistrato di Sorveglianza di Verona. Il 26enne originario del Marocco, condannato per rapine, era stato autorizzato ad assentarsi dal proprio domicilio tra le 10:00 e le 12:00, con l’obbligo di permanenza all’interno del Comune di Bassano del Grappa; l’orario poteva estendersi fino alle 18:00, ma solo in presenza di un familiare e nell’ambito della provincia di Vicenza, mentre il giovane si trovava fuori casa alle 20, in compagnia di due connazionali, anch’essi con precedenti penali.