Accordo per le acciaierie Valbruna, Fiom Cgil Vicenza: “Non è ancora il momento di festeggiare”

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Acciaierie Valbruna Bolzano
Acciaierie Valbruna Bolzano

Per la Fiom Cgil Vicenza la vicenda Valbruna è ancora tutt’altro che conclusa. Il sindacato commenta l’accordo annunciato dalla Provincia autonoma di Bolzano per la concessione, per altri 30 anni, del terreno sul quale sorge lo stabilimento dell’azienda e parla di una “vertenza surreale“.

Dopo le reazioni della politica, a intervenire è Morgan Prebianca, segretario generale della Fiom Cgil Vicenza, secondo cui per arrivare alla soluzione è stato perso quasi un anno a causa delle scelte delle istituzioni.

Valbruna, concessione dei terreni per altri 30 anni

L’accordo raggiunto in Alto Adige prevede il rinnovo dell’affitto del terreno per 30 anni, con la possibilità di un’ulteriore proroga di altri 30 anni su richiesta dell’azienda.

Morgan Prebianca (FIOM Cgil)
Morgan Prebianca (FIOM Cgil)

Per Prebianca, tuttavia, non c’è ancora motivo per festeggiare: “Ci è voluto quasi un anno per chiudere la prima parte di una vertenza – afferma Prebianca -. Una vertenza nata per la follia di due assessori provinciali, Marco Galateo e Christian Bianchi, che hanno deciso di inventarsi un bando pubblico ed europeo per assegnare i terreni su cui sorge una acciaieria. E’ stata una scelta assurda e irresponsabile. Hanno messo a rischio 2 mila posti di lavoro fra Bolzano e Vicenza. Per cosa poi? Incomprensibile”.

“Il risultato raggiunto grazie alla mobilitazione dei lavoratori”

Secondo la Fiom, il tempo trascorso ha rappresentato un anno prezioso perso per lavoratori e azienda.

Il sindacato rivendica in particolare il ruolo delle mobilitazioni promosse nei due territori. “Il risultato è stato raggiunto grazie alla lotta dei lavoratori”, sottolinea Prebianca, ricordando scioperi, manifestazioni e iniziative organizzate tra Bolzano e Vicenza.

Per il segretario della Fiom, proprio queste mobilitazioni avrebbero contribuito a spingere la Provincia di Bolzano a rivedere la propria posizione.

Fiom: “Ora servono investimenti e garanzie occupazionali”

La concessione dei terreni rappresenta dunque soltanto il primo passaggio. La Fiom guarda già al prossimo appuntamento, fissato per 1° settembre 2026 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

In quella sede il sindacato chiederà un accordo che metta nero su bianco la certezza degli investimenti negli stabilimenti di Bolzano e Vicenza e precise garanzie occupazionali.

“Se non dovessero arrivare risposte concrete la mobilitazione riprenderà subito”, annuncia Prebianca.

Il segretario della Fiom critica infine gli assessori Galateo e Bianchi, sostenendo che, invece di rivendicare meriti per l’accordo, dovrebbero “chiedere scusa ai lavoratori e alle loro famiglie” per avere, a suo giudizio, “giocato sul futuro di due interi territori”.