Turismo in Veneto, presenze in crescita: +1,6% nel primo semestre, Schiavon (Federalberghi) “La destagionalizzazione sta diventando un elemento strutturale del nostro turismo”

91
Turismo Veneto

Il turismo in Veneto continua a crescere e consolida il proprio ruolo di uno dei principali motori dell’economia regionale. Nel primo semestre del 2026 il Veneto ha registrato 29.086.470 presenze, con un aumento dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.

In crescita anche gli arrivi, che nei primi sei mesi dell’anno hanno raggiunto quota 9.852.788, lo 0,6% in più rispetto all’anno precedente. Sale inoltre la permanenza media, arrivata a 2,95 giorni.

Il risultato arriva nonostante un giugno caratterizzato da una contrazione di circa l’8% sia degli arrivi sia delle presenze, legata soprattutto all’instabilità meteorologica.

Turismo in Veneto sempre più internazionale

A trainare la crescita è soprattutto la componente straniera. I turisti internazionali rappresentano ormai quasi il 70% dei flussi turistici regionali e nel primo semestre sono aumentati del 3,1%.

Di segno opposto il mercato italiano, che registra una flessione dell’1,5%, in un quadro ancora condizionato dalla capacità di spesa delle famiglie.

La Germania si conferma il principale mercato estero per il Veneto, con oltre 6,5 milioni di presenze e una crescita del 4,8%. Seguono l’Austria, con circa 1,6 milioni di presenze (+2,1%), e gli Stati Uniti, arrivati a 1,5 milioni (+6,4%).

Il lago è la destinazione che cresce di più

Tra i diversi comprensori turistici regionali, è il lago a registrare la performance migliore, con un incremento delle presenze del 7,3%.

Seguono la montagna, che cresce dell’1,6%, e le città d’arte, con un +1%. Il comparto balneare rimane sostanzialmente stabile (-0,3%), dopo i livelli particolarmente elevati raggiunti nel 2025.

In calo invece il settore termale, che registra una diminuzione del 3,5%.

Anche la tipologia delle strutture ricettive mostra una progressiva polarizzazione verso l’offerta di maggiore qualità. Gli hotel a cinque stelle crescono del 5,2%, mentre quelli a tre stelle segnano un +3,1%. In flessione i quattro stelle (-1,6%) e le strutture a una e due stelle (-4,5%).

Ferragosto in Veneto, occupazione oltre l’80%

Le rilevazioni elaborate da HBenchmark per Federalberghi Veneto confermano un andamento positivo anche per la stagione estiva.

Nel primo bimestre estivo, mare e lago raggiungono un’occupazione media dell’86%. La montagna arriva invece all’85% nel mese di luglio, sette punti in più rispetto allo scorso anno.

Le città d’arte mantengono livelli elevati, con l’81% di occupazione a giugno e il 79% a luglio. Più contenuti i valori delle terme, al 65% a giugno e al 60% a luglio.

Per il periodo di Ferragosto le prenotazioni confermano la forte attrattività delle destinazioni outdoor. Il 14 e 15 agosto l’occupazione media prevista raggiunge:

  • 82,9% sul lago;
  • 82,6% nelle località balneari;
  • 81,2% in montagna;
  • 67,9% nelle terme;
  • 62,2% nelle città d’arte.

Settembre allunga la stagione turistica

Uno dei dati più interessanti riguarda però le prenotazioni per settembre, che indicano una progressiva destagionalizzazione del turismo veneto.

La montagna raggiunge già il 65% di occupazione, 16 punti percentuali in più rispetto al 2025. Le città d’arte salgono al 55% (+3 punti), mentre mare e lago arrivano rispettivamente al 50% e al 68%, entrambi con una crescita di cinque punti.

Un andamento che suggerisce come la domanda turistica stia progressivamente superando la tradizionale concentrazione nei mesi di luglio e agosto.

Per le imprese significa poter programmare una stagione più lunga, con possibili ricadute positive sull’occupazione e sull’economia dei territori.

Schiavon: “Il turismo è una delle grandi industrie del Veneto”

Per Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto, i dati confermano ormai il peso strategico del settore.

“I numeri del primo semestre e quelli della stagione estiva raccontano ormai qualcosa di più di una semplice buona performance turistica: confermano che il turismo è una delle grandi industrie del Veneto e uno dei principali motori della competitività regionale”, dichiara Schiavon.

Il presidente sottolinea in particolare il peso della componente internazionale e la capacità del Veneto di offrire destinazioni differenti: mare, lago, montagna, città d’arte e terme.

“La destagionalizzazione sta diventando progressivamente un elemento strutturale del nostro turismo”, aggiunge Schiavon, evidenziando come la crescita delle prenotazioni per settembre possa rappresentare un cambiamento importante per il settore.

Federalberghi: “Servono infrastrutture, formazione e promozione”

La crescita, secondo Federalberghi Veneto, non deve però essere considerata acquisita. Per Schiavon occorre affrontare il turismo con una vera e propria visione industriale, investendo in infrastrutture, mobilità, formazione, capitale umano, promozione internazionale e governance delle destinazioni.

“Il turismo genera occupazione, sostiene migliaia di imprese e alimenta una filiera che coinvolge commercio, servizi, agroalimentare, cultura, trasporti e territorio”, sottolinea il presidente.

Per questo, conclude Schiavon, se il turismo rappresenta una delle grandi industrie del Veneto, deve essere considerato “a tutti gli effetti una priorità nelle politiche di sviluppo della Regione”.