Provincia di Vicenza, Cioni (FdI): “Casa dei Comuni? Finco e Possamai non diventino pedine dei partiti”

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Alex Cioni

Le elezioni per la Provincia di Vicenza, il ritorno alla “Casa dei Comuni” e soprattutto l’asse Possamai-Finco. C’è un po’ tutto in un’analisi di Alex Cioni, rappresentante di Fratelli d’Italia e capogruppo in consiglio a Schio.

Il “ritorno al passato” – lo ricordiamo – è stato lanciato da nove sindaci dei centri con popolazione superiore ai 15 mila abitanti che hanno sottoscritto un documento per chiedere che la Provincia di Vicenza torni ad essere “la Casa dei Comuni“. Ovvero allo stato dell’ente pre-elezione di Nardin, quando il governo della provincia era inteso come al servizio di tutti i comuni del territorio vicentino, senza scontro politico.

La richiesta è stata firmata da Giacomo Possamai (Vicenza), Nicola Finco (Bassano del Grappa), Cristina Marigo (Schio), Maurizio Zordan (Valdagno), Gianantonio Michelusi (Thiene), Silvio Parise (Montecchio Maggiore), Riccardo Masiero (Arzignano), Pierluigi Giacomello (Lonigo) e Giannantonio Stangherlin (Cassola).

L’atto ha generato ripercussioni sugli equilibri politici, in particolare con toni avversi da parte di Fratelli d’Italia, che ha in qualche modo “contrattaccato” mettendo nel mirino Giacomo Possamai e il suo progetto della Grande Vicenza (leggi qui).

All’appello iniziale hanno risposto sì altri centri fino a raggiungere la soglia di 85 adesioni. Ovvero la maggior parte dei comuni della provincia di Vicenza.

Ritorno alla Casa dei Comuni, Cioni: “Finco e Possamai non diventino pedine dei partiti”

Secondo il dirigente provinciale e capogruppo scledense di Fratelli d’Italia Alex Cioni è necessaria una distinzione. “Una cosa è la Provincia intesa come Casa dei Comuni – afferma -, altra cosa è l’operazione politica che oggi viene costruita attorno a questo nome da Possamai e Finco“, rei secondo il meloniano di star archittetando “un’alchimia di palazzo che finisce per avere protagonisti, equilibri e obiettivi di natura politica”.

Insomma, chiarezza su come correre e magari vincere alla provincia. Non altrettanto può dirsi per il come governare “e sulla base di quale programma – aggiunge Cioni -. A noi interessa capire quali priorità si vogliono dare alla Provincia e con quali risorse e tempi si intendono realizzarle. Se sindaci e consiglieri comunali non devono essere pedine dei partiti, a maggior ragione non devono diventarlo di Finco e Possamai, che entrambi hanno una tessera di partito in tasca”.