Iran, le minacce alle basi USA in Europa riportano Vicenza davanti ai suoi rischi

81
Basi USA a Vicenza e possibili minacce alla città (elaborazione AI su prompt ViPiu.it)
Basi USA a Vicenza e possibili minacce alla città (elaborazione AI su prompt ViPiu.it)

Teheran valuta possibili attacchi contro installazioni americane in Europa in caso di escalation. Non risultano minacce specifiche contro l’Italia o Vicenza, ma le basi Usa a Vicenza, la Ederle, la Del Din e quella, di Longare impongono domande serie su protezione civile, informazione pubblica e ruolo operativo del territorio.

Basi USA a Vicenza: perché le minacce iraniane impongono di valutare anche i rischi locali

Scrivendo nei mesi scorsi dei rischi connessi alle basi USA a Vicenza, avevamo chiarito che non intendevamo alimentare paure né trasformare ipotesi in minacce accertate. Ponevo una domanda di responsabilità pubblica: una città che ospita tre importanti insediamenti militari statunitensi (Ederle e Del Din in città e Miotto a Longare con l’intelligence USA) può continuare a considerare le guerre contemporanee come eventi lontani?

Oggi quella domanda diventa ancora più urgente. Il Financial Times riferisce, ripreso da Repubblica, che Teheran starebbe valutando attacchi contro obiettivi militari americani in Europa qualora Donald Trump autorizzasse una nuova escalation. Le fonti citano Bulgaria e Cipro, non l’Italia, se non altro per la maggiore distanza. Gli esperti giudicano la minaccia reale ma limitata, soprattutto per il numero e la gittata dei missili iraniani. Tutto ciò va detto per evitare allarmismi. Ma sarebbe altrettanto irresponsabile concludere che Vicenza possa ignorare il problema.

Non a caso in redazione arrivano frequentemente foto di convogli presumibilmente militari diretti a una delle tre basi e scattate da cittadini evidentemente preoccupati: di seguito quella del 17 agosto che “fissava” un convoglio di tre camion e un furgone con targa tedesca scortato da carabinieri e fermatosi al deposito di armi Tormeno Fontega.

Convoglio di camion e di un furgone con targa tedesca, scortato dai carabinieri in zona Fontega (deposito del Tormeno di Arcugnano) il 17 agosto 2026
Convoglio di camion e di un furgone con targa tedesca, scortato dai carabinieri in zona Fontega (deposito del Tormeno di Arcugnano) il 17 agosto 2026

Tre installazioni, non semplici caserme

Ederle, Del Din e Longare sono installazioni statunitensi in territorio italiano, non basi NATO in senso proprio, pur essendo inserite nel più ampio dispositivo militare occidentale. La stessa US Army Garrison Italy comprende ufficialmente Ederle, Del Din e Longare nell’area militare vicentina.

La meno conosciuta è forse la più delicata: la caserma Matteo Miotto di Longare, già Site Pluto, legata oggi alle attività della 207ª Military Intelligence Brigade. Ne avevo già scritto chiedendomi, con tutte le cautele necessarie, se Longare potesse diventare un obiettivo potenziale in caso di allargamento della guerra.

Non esiste oggi alcuna evidenza pubblica di un piano iraniano contro Vicenza. Ma un’infrastruttura di comando, intelligence o supporto operativo acquista rilevanza proprio quando aumenta la tensione internazionale. E i rischi non passano necessariamente soltanto dai missili: possono assumere la forma di sabotaggi, terrorismo, attacchi informatici o azioni affidate a gruppi collegati.

L’ambiguità italiana non elimina il rischio

Roma sostiene di non avere autorizzato l’uso delle basi italiane per azioni belliche contro l’Iran. Tuttavia Teheran ha già accusato l’Italia di avere collaborato, mentre il nostro governo riconosce attività logistiche e “non cinetiche” svolte nel rispetto degli accordi con Washington. Nella percezione dell’avversario, però, la distinzione tra supporto ufficiale, logistico o politico potrebbe risultare molto meno netta.

Come già scritto nell’editoriale sulla guerra in Iran e le basi USA a Vicenza, la preoccupazione non è una posizione ideologica: è un dovere di consapevolezza.

Quali piani di protezione civile esistono? Quale coordinamento è previsto tra autorità italiane e americane? Che cosa sanno i sindaci e che cosa viene comunicato ai cittadini?

Non sosteniamo che Vicenza sia oggi nel mirino ma nessuno può più garantire seriamente che non possa entrarvi domani. Ed è proprio quando il rischio è ancora soltanto ipotetico che le istituzioni devono informare, prevenire e prepararsi.