Rientro a scuola e disagio emotivo: come distinguere la fatica dai segnali persistenti

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Rientro a scuola dei bambini, il presidente SIPPS Giuseppe Di Mauro

Rientro a scuola e disagio emotivo: il CNDDU invita a distinguere la normale fatica da segnali persistenti, unendo ascolto e responsabilità.

Il rientro a scuola può essere accompagnato da irritabilità, stanchezza, difficoltà di concentrazione, alterazioni del sonno o preoccupazioni legate alle prestazioni. Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani invita a leggere questi segnali nel contesto dell’adattamento alla ripresa, richiamando anche le informazioni dell’Istituto superiore di sanità sul benessere degli studenti.

Secondo il CNDDU, il passaggio dai tempi meno strutturati dell’estate alla quotidianità scolastica coinvolge abitudini, relazioni, aspettative e organizzazione personale. Recuperare gradualmente il ritmo del sonno, mantenere regolare l’alimentazione, limitare l’uso eccessivo dei dispositivi e riprendere gli impegni senza sovraccarichi può facilitare questa fase.

Il comunicato distingue la normale fatica dei primi giorni da un disagio che persiste. Una temporanea malinconia o una concentrazione meno stabile possono rientrare nell’assestamento; una riluttanza prolungata alla frequenza, l’isolamento, forti cambiamenti del comportamento o difficoltà crescenti nella partecipazione richiedono invece ascolto e valutazione.

Le indicazioni affiancano altri consigli dedicati alla ripartenza, come le regole dei pediatri SIPPS per il rientro a scuola dei bambini. In questo caso l’attenzione si concentra soprattutto sulla dimensione educativa, sul clima della classe e sul senso di appartenenza.

Rientro a scuola, ruoli distinti per docenti, famiglie e servizi

Il docente, sottolinea il Coordinamento, può osservare cambiamenti nella frequenza, nelle relazioni e nella partecipazione, ma non deve formulare diagnosi né sostituirsi agli specialisti. Quando la difficoltà continua, scuola, famiglia e servizi competenti devono poter comunicare nel rispetto dei rispettivi ruoli.

Alle famiglie viene chiesto di valorizzare l’impegno senza identificare il valore personale dello studente con il risultato immediato. Il comunicato non propone di eliminare responsabilità, limiti o esperienza dell’errore: l’autonomia passa anche dalla capacità di affrontare progressivamente impegni e frustrazioni.

La linea indicata è evitare sia la medicalizzazione delle normali difficoltà sia la loro sottovalutazione. Il rientro a scuola è anche il ritorno dentro una comunità: gradualità e attenzione possono aiutare bambini e adolescenti ad affrontare le richieste formative con responsabilità e crescente consapevolezza.