Tangenziale di Vicenza, il collegamento della Bretella dell’Albera con la Base Del Din: le osservazioni pubblicate dal MASE

Dalla tutela degli ecosistemi e del Parco della Pace alla necessità di salvaguardare il sito Unesco, tutti i pareri di enti, privati e associazioni

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Il progetto del completamento del 1°stralcio della Tangenziale osservazioni al MASE
Il progetto del completamento del 1°stralcio della Tangenziale (Progetto definitivo Anas)

Si è chiuso ieri il periodo in cui il pubblico poteva presentare al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) le osservazioni sul progetto ANAS definito “Completamento della Tangenziale di Vicenza _1° STRALCIO – Completamento”. Ad oggi sono sei le osservazioni giunte al MASE e pubblicate sul sito.

Sappiamo ormai di che progetto stiamo parlando, del completamento del primo stralcio della Tangenziale di Vicenza che dovrebbe collegare il primo tronco (la cosiddetta Bretella dell’Albera) alla Base Del Din (di cui abbiamo ricostruito la lunga vicenda). ANAS, nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), integrata con la Valutazione di incidenza e la Verifica del Piano di Utilizzo, ha prodotto una documentazione integrativa che è stata rilasciata lo scorso agosto.

Il MASE ha dunque aperto in data 10 agosto il periodo utile per la nuova consultazione pubblica, che riguarda in particolare la documentazione integrativa prodotta da ANAS nell’ambito del procedimento. Fermo restando che ci sono anche le altre osservazioni al MASE giunte tra il 2021 e il 2025, oltre a quelle del maggio scorso, inviate da privati ed enti.

Le osservazioni degli enti

Tra le osservazioni al MASE, la prima in ordine cronologico è quella di un ente, parliamo di Confesercenti Veneto Centrale, giunta in data 2 settembre 2026, con la firma sul documento del presidente e del vicepresidente, rispettivamente Flavio Convento e Stefano Soprana.

L’ente focalizza le proprie osservazioni sulla Tangenziale in particolare per i suoi effetti sulla mobilità locale e sull’accessibilità del territorio. Confesercenti chiede che sia fatto uno studio sulle conseguenze prodotte sulla rete viaria esistente, richiamando al fatto che già il comune di Vicenza nelle proprie osservazioni dello scorso anno aveva messo in luce la necessità di uno studio approfondito del traffico.

“Appare opportuno approfondire gli effetti che il nuovo assetto infrastrutturale potrà determinare sulla distribuzione dei flussi e sulle possibilità di accesso al quadrante nord della città”, con particolare attenzione all’area di viale A. Ferrarin e al rapporto tra la nuova infrastruttura e il sistema della mobilità urbana. Ferrarin è anche attuale capolinea della linea 4 SVT, elemento da valutare nell’analisi sull’accessibilità dell’area.

Confesercenti chiede che nella futura programmazione della mobilità venga considerato anche questo collegamento e siano verificate “le eventuali possibilità di integrazione funzionale con il nuovo assetto infrastrutturale. Infine, l’associazione sottolinea il rapporto tra infrastrutture ed economia locale: distribuzione del traffico, facilità degli spostamenti e accessibilità incidono infatti sulla fruibilità delle attività commerciali e dei servizi.

Per questo chiede che siano considerate anche “le ricadute sull’accessibilità alle funzioni urbane, ai servizi e alle attività economiche presenti nel territorio interessato”. L’obiettivo, conclude Confesercenti, è fare in modo che l’investimento possa contribuire non soltanto agli obiettivi propri della nuova tangenziale, ma anche “al miglioramento complessivo della mobilità e dell’accessibilità del territorio”.

L’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali

Un importante parere è quello dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali:  protocollata in data 9 settembre: la missiva risponde alla documentazione pubblicata da ANAS lo scorso luglio che a sua volta andava a integrare la richiesta del maggio 2026 con la quale la Regione Veneto chiedeva all’Autorità di bacino di esprimere le proprie determinazioni.

L’Autorità sottolinea che la Verifica di Compatibilità Idraulica (VCI) non risulta “del tutto coerente con quanto richiesto”, ma a seguito di verifiche interne e tenuto conto del contesto specifico d’intervento, ritiene che “l’analisi condotta consenta di dimostrare la compatibilità dell’intervento con il PGRA”.

Nella lettera protocollata si fornisce anche una prescrizione da risolvere in fase di progettazione esecutiva: andrà incrementata “la trasparenza del rilevato stradale, mediante allargamento del fornice, nel tratto in cui la VCI ha evidenziato locali incrementi dei tiranti compresi tra 5 cm e 10 cm rispetto allo scenario dello stato di fatto. Tali modifiche dovranno comunque garantire il contenimento del locale incremento dei tiranti rispetto allo
stato di fatto entro 5 cm”.

La trasparenza del rilevato stradale è la capacità di un’infrastruttura stradale sopraelevata di non costituire una barriera insormontabile per gli elementi naturali e antropici del territorio che attraversa. Ovvero, per trasparenza idraulica si intende la capacità dell’opera di lasciare defluire liberamente le acque superficiali (fiumi, torrenti, fossi etc.) da un lato all’altro della strada senza alterare significativamente il loro regime naturale. Ricordiamo, a margine, che l’area della Lobbia è stata in passato interessata da alluvione.

 

Il comune di Vicenza e le osservazioni al MASE che includono anche il parere del Ministero della Cultura

Un’osservazione al MASE particolarmente interessante è quella del comune di Vicenza, inviata ieri, di cui l’ufficio stampa ne ha dato un’anticipazione ai media, dopo l’approvazione della delibera in Giunta ieri, 9 settembre.

Il comune non è il soggetto che progetta né quello che decide la realizzazione dell’infrastruttura – ha detto l’assessore all’ambiente Sara Baldinatoma ha una responsabilità precisa: rappresentare le esigenze della città e tutelare il territorio e le persone che lo abitano. Per questo abbiamo ritenuto importante presentare osservazioni puntuali, chiedendo che nella valutazione del progetto siano adeguatamente considerati gli effetti sull’ambiente, sulla biodiversità e sul patrimonio culturale, così come le ricadute sulla viabilità locale”.

Una parte rilevante delle osservazioni riguarda la biodiversità, in particolare per quanto riguarda la rappresentazione contenuta negli elaborati progettuali relativamente al Parco della Pace, classificato ingiustamente come “tessuto urbanizzato”. Particolare attenzione è posta dal Comune anche sull’importanza del ruolo del reticolo idrico superficiale, costituito dal fiume Bacchiglione, dal torrente Orolo e da rogge e fossati, come struttura di collegamento per gli spostamenti della fauna.

Per quanto riguarda lo studio di traffico, il Comune nota un effetto attrattore della nuova strada sulla viabilità esistente: viene segnalata la necessità di misure di adeguamento della viabilità locale, in particolare strada Maglio di Sopra, e di “evitare che la nuova rotatoria e il nuovo collegamento determinino un incremento del traffico di attraversamento su strada di Lobia, strada secondaria caratterizzata da una capacità limitata e da particolari caratteristiche ambientali”.

L’Amministrazione chiede inoltre vengano ricuciti i percorsi pedonali e ciclabili, prevedendo un percorso ciclopedonale di collegamento con l’ingresso nord della Base Del Din. “L’obiettivo delle nostre osservazioni è fare in modo che l’intervento non si limiti alla realizzazione della nuova strada, ma consideri anche il sistema di relazioni che questa inevitabilmente produrrà con il territorio circostante. Questo vale per le automobili e per il traffico pesante, ma anche per chi si muove a piedi o in bicicletta” continua Baldinato.

Capitolo a parte quello riguardante il rapporto tra il progetto e il sito Unesco “La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto”: il Comune ha ribadito le osservazioni del Ministero della Cultura (inviate il 7 settembre 2026 a Vicenza), chiedendo la rielaborazione della Heritage Impact Assessment (Hia) relativa al progetto definitivo. Il MiC ha dichiarato che la Hia del giugno scorso, fatta da Anas, è “di difficile lettura”, oltre a riproporre alcune porzioni di documentazione già presentate; il Ministero afferma anche: “Sarà necessario riprendere in una prefazione le Raccomandazioni dell’ICOMOS, che imporrebbero di non realizzare questa bretella, e cercare […] di chiarire quali siano i potenziali attributi del Valore Universale Eccezionale che subiscono un impatto dalla realizzazione del progetto”. 

Senza contare che Il Ministero della Cultura ha evidenziato la necessità di fare un adeguato esame dell’opzione zeroche dovrà richiamare espressamente la Raccomandazione ICOMOS e le motivazioni che hanno portato alla richiesta di cancellazione del progetto e dovrà essere fornita una risposta puntuale alle osservazioni formulate dall’Organismo consultivo”.

Per quanto riguarda l’acustica, nel progetto si parla dell’uso dell’asfalto fonoassorbente; il Comune di Vicenza richiede venga valutata l’installazione di barriere acustiche permanenti, ritenute più efficaci e durature, e meno bisognose di manutenzione. Durante la fase di cantiere, secondo l’Amministrazione dovrebbero essere usate barriere mobili per le lavorazioni rumorose, limitando inoltre l’utilizzo delle strade secondarie per gestire il traffico durante i lavori (strade che non sostengono un traffico pesante).

In chiusura, nella comunicazione il Comune chiede che già nella VIA siano definite le “future competenze gestionali”, con necessità di “verificare che finiture, piantumazioni ed ogni altro elemento che richiederà una gestione manutentiva garantiscano la massima durabilità con ridotti costi manutentivi”.

Tangenziale di Vicenza, osservazioni al MASE di un privato e di un’associazione

La seconda osservazione in ordine cronologico – arrivata in data 4 settembre 2026 – proviene dalla Ditta Molini Casarotto SAS e della Ditta Stratos Srl, proprietarie di due capannoni industriali della superficie di totali mq. 4.000 circa siti nella zona di progetto, la cui attività prevede un “discreto traffico di autoarticolati/autotreni tutt’ora transitanti per la angusta e stretta strada di Lobia che presenta varie curve e un ponte stretto sul torrente Orolo che ha una portata limitata a 10 ton”.

Le ditte chiedono dunque ad ANAS “che il tratto di strada di Lobia che rimarrà comunque in funzione anche dopo la realizzazione del progetto sia possibilmente allargato o quanto meno raddrizzato in corrispondenza delle 2 curve esistenti sul tratto che si staccherà dalla nuova rotatoria in direzione verso Sud”.

tangenziale di vicenza
La planimetria di progetto ANAS attuale

Giunta in data di ieri l’osservazione dell’Associazione “Civiltà del Verde” OdV, che con la voce della presidente Monica Toffanetto, evidenzia la necessità di lasciare il tempo a WHC-ICOMOS di esprimere il proprio parere tecnico sullo Studio di impatto dell’intervento sul Sito Unesco secondo metodologia HIA fatto da ANAS (pubblicato sul sito MASE il 10 aprile scorso), prima di procedere a eventuali sviluppi progettuali.

L’associazione ricorda inoltre che ICOMOS aveva stabilito la necessità di riesaminare quello della Tangenziale e altri progetti potenzialmente nocivi per il territorio e il sito Unesco con una nuova Advisory Mission che ad oggi non si è ancora svolta.

La Valutazione di Impatto Ambientale della Tangenziale di Vicenza

Sempre nel mese di settembre, sul sito del MASE sono state integrati i due attestati di rischio idraulico: quello dell’area in comune di Vicenza, che risulta “classificabile in classe di rischio idraulico ≤ R2”, e quello relativo all’area del comune di Caldogno, “classificabile
in classe di rischio idraulico ≤ R2″.

La lunga vicenda della Tangenziale di Vicenza e del progetto di collegamento Albera-Del Din ha preso il via il 6 aprile 2021, quando il Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato sul proprio sito il progetto definitivo di ANAS e l’istanza di VIA per il completamento dello stralcio, dando il via alla consultazione pubblica; ieri, intanto, con le ultime osservazioni al MASE si chiude una nuova fase di processo partecipativo.

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La planimetria degli stralci

Se il primo stralcio non è ancora stato completato, anche il primo tronco del primo stralcio, come già abbiamo evidenziato in passato presenta ancora notevoli carenze: da un lato problematiche relative alla circolazione che hanno causato numerosi incidenti – oltre al fatto che manca il Collaudo tecnico e amministrativo, documento che deve essere ancora firmato dalle amministrazioni coinvolte per legge -, e dall’altro conseguenze negative sulle strade secondarie.

E poi, gli altri tre stralci previsti dal “Protocollo d’intesa per la progettazione preliminare e definitiva e la realizzazione del completamento della Tangenziale di Vicenza” – firmato il 28 agosto 2013, son ben distanti dall’essere anche solo progettati. Fermo restando che, per esempio, lo stralcio n. 4, previsto da strada Marosticana fino al collegamento con il 1° stralcio (Del Din) è sempre stato in dubbio per la collocazione particolare.

Tangenziale che, lo ricordiamo, è figlia dell’accordo per opere di mitigazione e compensazione per l’ampliamento del Dal Molin, firmato a Roma  nel 2011 da presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministeri dell’Economia e Finanze, Difesa, e Infrastrutture e Trasporti, Anas e comune di Vicenza.

E ora, attendiamo i prossimi passaggi.