
AIFO e Italia Olivicola dedicano un approfondimento alle certificazioni DOP e IGP dell’olio EVO, tra origine, controlli e ruolo decisivo dei frantoi.
Olio EVO DOP e IGP non sono soltanto sigle applicate a un’etichetta, ma strumenti che collegano la qualità del prodotto alla sua provenienza e a regole verificabili. È il tema dell’iniziativa promossa da AIFO, Associazione italiana frantoiani oleari, con Italia Olivicola nell’ambito delle attività previste dal regolamento europeo 2021/2115.
La differenza principale riguarda il rapporto con il territorio. Per una denominazione di origine protetta le fasi essenziali della produzione devono svolgersi nell’area geografica individuata dal disciplinare; per un’indicazione geografica protetta è sufficiente che almeno una fase sia legata a quel territorio. In entrambi i casi, però, servono procedure di controllo, tracciabilità e rispetto di requisiti definiti. Sullo sfondo c’è un settore già al centro dell’attenzione per andamento dei raccolti e prezzi dell’extravergine.
Olio EVO DOP e IGP: il ruolo dei frantoi nella filiera
Il frantoio rappresenta un passaggio decisivo, perché trasforma le olive e deve conservare la corrispondenza tra materia prima, lavorazione e prodotto finale. La certificazione può così aumentare riconoscibilità e fiducia, offrendo alle imprese uno strumento per distinguersi e ai consumatori indicazioni più chiare sull’origine.
Alberto Amoroso, esponente di AIFO, sottolinea nella nota che il valore delle denominazioni dipende anche dalla capacità degli operatori di tradurre le regole in organizzazione quotidiana. Registrazioni, separazione dei lotti, tempi e modalità di molitura sono aspetti tecnici che incidono sulla credibilità dell’intero sistema.
L’approfondimento sull’olio EVO DOP e IGP apre una serie di contenuti dedicati ai controlli europei e alla competitività della filiera. La questione economica è rilevante: una certificazione efficace può sostenere i territori olivicoli, evitare che l’origine diventi soltanto un richiamo commerciale e riconoscere il lavoro delle imprese che rispettano standard più stringenti. Resta essenziale che le informazioni siano comprensibili e che i controlli tutelino sia chi produce correttamente sia chi acquista.


































