
Tre proposte di legge del Veneto avviano l’esame in commissione: riguardano i progetti a beneficio comune, le compensazioni per le infrastrutture energetiche e una rete di micro-invasi contro la siccità.
Le nuove proposte di legge del Veneto sono state presentate nella Terza commissione del Consiglio regionale, presieduta da Roberto Marcato. I testi intervengono su tre ambiti distinti ma legati alla programmazione territoriale: partecipazione ai progetti di utilità collettiva, riequilibrio per i territori che ospitano grandi infrastrutture energetiche e gestione dell’acqua in risposta alla siccità.
Il primo provvedimento modifica la legge regionale 10 del 2024 sugli interventi a sostegno dei progetti a beneficio comune. La proposta punta ad ampliare la platea degli enti pubblici promotori, includendo aziende sanitarie, Ambiti territoriali sociali e Ipab. Prevede inoltre la possibilità di finanziare le iniziative attraverso raccolte fondi, consentendo a cittadini e imprese di sostenere direttamente i progetti pubblicati sulla piattaforma regionale Venexus.
Il Tavolo tecnico dovrebbe assumere un ruolo più forte nella definizione degli standard di qualità. L’obiettivo è rendere il sistema accessibile a più soggetti e garantire criteri omogenei nella selezione delle iniziative. Il tema si collega alle politiche regionali che cercano di coinvolgere istituzioni e comunità, come avviene anche nel percorso sullo scambio di manodopera in agricoltura.
Proposte di legge del Veneto tra energia, ambiente e risorsa idrica
Il secondo testo disciplina le compensazioni territoriali per le comunità che ospitano infrastrutture energetiche di rilevanza nazionale. La proposta consente di definire accordi tra Regione, enti locali e gestori, individuando misure economiche, sociali e ambientali proporzionate agli impatti prodotti.
È prevista anche l’istituzione di un Portale regionale delle compensazioni energetiche. Lo strumento dovrebbe rendere pubblici gli impianti interessati, gli accordi sottoscritti e le misure concordate, favorendo il monitoraggio da parte degli enti e dei cittadini.
La terza iniziativa propone la costituzione della Rete veneta di micro-invasi diffusi, denominata Remidi. Si tratta di sistemi capillari per raccogliere e accumulare le acque meteoriche, con l’obiettivo di sostenere l’agricoltura, favorire la ricarica delle falde, limitare la risalita del cuneo salino e migliorare la sicurezza idraulica.
La programmazione degli interventi dovrebbe coinvolgere consorzi di bonifica e altri soggetti competenti, integrando tutela ambientale e adattamento ai cambiamenti climatici. I tre testi sono stati incardinati: l’esame istruttorio continuerà nelle prossime sedute della commissione prima dell’eventuale approdo in aula.
































