
La Fondazione 3 novembre 1918 conclude il percorso per il centenario con un libro dedicato al sacrario e alle iniziative che ne hanno custodito la memoria.
L’Ossario del Pasubio è al centro del volume “Ossario del Pasubio. Quota 100. 1926/2026”, presentato nella Sala Stucchi di Palazzo Trissino. Il libro, promosso dalla Fondazione 3 novembre 1918, ricostruisce un secolo di storia del sacrario e chiude il programma avviato per il centenario. Informazioni sul monumento e sulla sua funzione sono raccolte dalla Fondazione 3 novembre 1918.
Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Giacomo Possamai, il presidente della Fondazione Gianni Periz, Daniele Andreose e l’autrice Isabella Bertozzo. Il lavoro ripercorre la nascita del complesso inaugurato nel 1926 e il ruolo svolto nella conservazione della memoria dei caduti della Prima guerra mondiale.
Il centenario è stato accompagnato da concorsi, mostre, cerimonie e collaborazioni con scuole e istituzioni. Tra le iniziative recenti, un raggio luminoso ha collegato simbolicamente il monte alla città, in un evento dedicato alla memoria dal Pasubio visibile da Monte Berico.
Ossario del Pasubio, il sacrario tra storia e responsabilità civile
Il volume dedica spazio anche a Galeazzo Pecori Giraldi, generale e presidente della Fondazione, figura legata alla realizzazione e alla tutela dell’opera. Il sacrario conserva i resti di migliaia di soldati italiani e austro-ungarici e domina un territorio che fu direttamente segnato dai combattimenti.
Raccontare cento anni significa seguire non solo la costruzione materiale, ma anche il modo in cui è cambiato il rapporto con la memoria. Alle celebrazioni patriottiche si sono progressivamente affiancati percorsi educativi, ricerche storiche e iniziative orientate alla pace e alla comprensione del conflitto.
La posizione a quota mille rende il monumento riconoscibile nel paesaggio vicentino e collega architettura, montagna e storia. La sua conservazione richiede manutenzione, competenze e continuità istituzionale, oltre alla capacità di trasmetterne il significato alle generazioni che non hanno conosciuto direttamente la guerra.
Con questo libro, l’Ossario del Pasubio viene restituito come luogo vivo, nel quale il ricordo non si limita alla cerimonia. La documentazione delle attività svolte dalla Fondazione offre anche una base per programmare il futuro del sacrario dopo l’anniversario.



































