Electrolux, Szumski promuove l’accordo ma chiede una vera strategia industriale veneta

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Strategia industriale, insegna Electrolux richiamata nell’intervento di Riccardo Szumski

Il consigliere regionale di Resistere Veneto riconosce il valore delle tutele raggiunte al Ministero, ma giudica insufficiente una gestione basata soltanto sulle emergenze.

Una strategia industriale stabile deve accompagnare l’accordo Electrolux, secondo Riccardo Szumski. Il consigliere regionale di Resistere Veneto valuta positivamente l’intesa raggiunta al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che prevede oltre cento milioni di investimenti, continuità produttiva degli stabilimenti e uscite esclusivamente volontarie e incentivate. Le procedure dedicate alle crisi aziendali sono illustrate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Szumski riconosce che la trattativa e la mobilitazione hanno scongiurato i licenziamenti di massa ipotizzati nella fase iniziale. La sua valutazione, tuttavia, distingue la tutela ottenuta nel singolo accordo dalle politiche necessarie per sostenere nel tempo la manifattura.

La posizione si aggiunge alle reazioni sull’accordo Electrolux per Susegana e sulla verifica degli investimenti, concentrandosi soprattutto sul rapporto tra decisioni nazionali, regole europee e autonomia dei territori.

Strategia industriale, il nodo dei costi e dell’autonomia

Il consigliere indica tra i problemi irrisolti la concorrenza internazionale, i costi energetici e norme europee che considera lontane dalle esigenze produttive locali. A suo giudizio, le vertenze cicliche non possono sostituire una programmazione capace di prevenire le crisi.

Szumski richiama inoltre la condizione delle piccole e medie imprese del Nord, meno visibili rispetto ai grandi tavoli ministeriali ma esposte alle stesse pressioni. Collega la difesa del lavoro alla disponibilità di risorse e strumenti decisionali nei territori, rilanciando il tema del residuo fiscale.

La nuova presa di posizione non contesta le garanzie ottenute per Electrolux, ma invita a misurarne gli effetti nel medio periodo. Investimenti, volumi produttivi, occupazione e innovazione saranno gli indicatori decisivi per verificare la solidità dell’intesa.

Per Szumski una strategia industriale credibile deve quindi ridurre il ricorso a soluzioni d’emergenza e creare condizioni prevedibili per imprese e lavoratori. Il confronto proseguirà nell’attuazione del piano, quando sarà possibile valutare se gli impegni annunciati rafforzeranno davvero gli stabilimenti italiani.