Demolito l’ex complesso del Baronio in viale Trento: il Comitato Albera chiede chiarimenti su macerie, amianto e futuro dell’area

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ex Baronio

È stata avviata l’8 ottobre e ha portato alla demolizione dell’edificio storico dell’ex Istituto Missioni Estere, conosciuto anche come complesso del Baronio, l’operazione che interessa l’area di viale Trento a Vicenza. Una trasformazione che suscita interrogativi tra i residenti e sulla quale il Comitato Albera – La città nuova Vicenza 2030 ha chiesto chiarimenti all’amministrazione comunale.

Con una comunicazione protocollata in Comune il 4 novembre 2026 e indirizzata al sindaco Giacomo Possamai, il Comitato ha segnalato le preoccupazioni manifestate dalla popolazione della zona, chiedendo informazioni sia sulle modalità della demolizione sia sulla futura destinazione dell’intera area.

Le preoccupazioni per polveri e possibili residui di amianto

Il Comitato ricorda che il complesso, già sede dell’Istituto Missioni Estere e dei Padri Missionari Saveriani, risaliva al 1919, alla fine della Prima guerra mondiale. La struttura comprendeva anche un corpo centrale che, secondo i firmatari, presentava caratteristiche di dignità architettonica e storica. «Non valeva la pena salvaguardare almeno la facciata?» chiosa Giovanni Rolando, portavoce del Comitato.

Ex Baronio sede dell'istituto Missioni Estere
Ex Baronio sede dell’istituto Missioni Estere

Le operazioni di demolizione, effettuate con mezzi meccanici, hanno provocato una consistente produzione di polveri durante la frantumazione delle strutture edilizie, oltre all’accumulo di grandi quantità di detriti nell’area interessata.

Da qui la prima richiesta di chiarimento e di tutela: il Comitato domanda quali verifiche siano state effettuate per escludere rischi di contaminazione, in particolare per la possibile presenza di amianto nei materiali demoliti. Nel documento viene richiamato anche il precedente degli abbattimenti di edifici in viale San Lazzaro, avvenuti nell’ambito dei lavori per la TAV, durante i quali erano stati individuati residui di amianto.

Che fine faranno le macerie dell’Ex Baronio?

Un altro interrogativo riguarda la destinazione dei materiali derivanti dalla demolizione. Il Comitato chiede di sapere dove siano stati accumulati i detriti, quale sia la loro destinazione e se sia previsto un eventuale riutilizzo dopo un preventivo trattamento di frantumazione e selezione.

ex baronio

Il futuro dell’area e la proposta di un parco pubblico

La comunicazione affronta anche il tema della proprietà e della futura destinazione urbanistica dell’area. Secondo quanto riportato dal Comitato, l’intero comparto dell’ex Baronio risulterebbe acquisito da una società di gestione del risparmio, NAMIRA SGR S.p.A., la cui attività prevalente viene descritta come gestione di organismi di investimento del risparmio, fondi pensione e portafogli.

Il Comitato richiama inoltre una Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), riportandone gli estremi nella comunicazione, e chiede all’amministrazione di chiarire quali interlocuzioni siano in corso con la proprietà per definire la gestione e la destinazione futura dell’intero comparto.

In particolare, viene riproposta la richiesta, già avanzata da tempo da cittadini residenti, di trasformare in un parco pubblico la grande area verde affacciata su viale Trento. Una proposta che il Comitato vorrebbe vedere presa in considerazione nella pianificazione del futuro dell’area.

La seconda questione posta all’attenzione del sindaco riguarda gli effetti sulla circolazione stradale. Il Comitato chiede di conoscere le conseguenze che le eventuali modifiche alla viabilità e la realizzazione di nuove aree di parcheggio potrebbero avere sul traffico di viale Trento.

Nel documento vengono richiamati i diversi utenti della strada: automobili, furgoni, camion, motocicli, mezzi del trasporto pubblico e utenti più vulnerabili. La preoccupazione riguarda una delle arterie cittadine considerate tra le più trafficate e pericolose, con particolare attenzione alla sicurezza dei pedoni e di chi utilizza la pista ciclabile.

La richiesta conclusiva è quella di ottenere dall’amministrazione comunale tutte le garanzie necessarie per salvaguardare la salute dei residenti e di chi percorre i marciapiedi e la pista ciclabile di viale Trento.