Amianto nel cantiere TAV: l’interrogazione dei consiglieri CCSV e l’esposto di Italia Nostra

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Vicenza, possibile amianto nel cantiere TAV di viale Verona, edificio in abbattimento accanto al cavalcaferrovia Ferreto di Ferreti (foto di Francesco Di Bella per ViPiu.it)
Vicenza, possibile amianto nel cantiere TAV di viale Verona, edificio in abbattimento accanto al cavalcaferrovia Ferreto di Ferreti (foto di Francesco Di Bella per ViPiu.it)

Oltre alle bagarre politiche sulla soluzione per l’uscita della TAV da Vicenza verso Padova, la calda estate per temperature e cantieri è ancora più riscaldata dalla notizia, riportata da Il giornale di Vicenza, della presenza di materiale contenente amianto nel cantiere TAV di viale Verona (qui Francesco Di Bella ha ricostruito la cronologia).
In data odierna i consiglieri comunali di Coalizione Civica Sinistra Verdi, Mattia Pilan e Martina Corbetti, hanno depositato un’interrogazione al Consiglio comunale del Comune di Vicenza per chiedere chiarimenti, mentre Italia Nostra e ISDE Medici per l’ambiente Vicenza hanno depositato un esposto alla Procura della Repubblica cittadina.

La segnalazione è arrivata dai residenti della zona, che hanno individuato lastre riconducibili a eternit. A seguito dei sopralluoghi degli enti competenti, la presenza del materiale sarebbe stata confermata e l’area è stata sottoposta a blocco e sequestro, in attesa della messa in sicurezza necessaria prima della ripresa dei lavori.

Le procedure di bonifica previste

Secondo quanto riferito, è prevista una prima fase di messa in sicurezza del materiale tramite spargimento di resine coprenti, a cui seguiranno la rimozione e lo smaltimento secondo le procedure previste dalla normativa. Un passaggio delicato, considerando che il cantiere si trova in un’area densamente urbanizzata, a ridosso di abitazioni e attività commerciali.

Durante le operazioni di demolizione, alcuni residenti avrebbero segnalato la presenza di una consistente quantità di polvere, con possibile deposito su balconi, terrazzi e parti comuni degli edifici circostanti. Resta ancora da chiarire se durante le lavorazioni si sia effettivamente verificata una dispersione di fibre di amianto nell’ambiente. Secondo le segnalazioni raccolte, coperture analoghe sarebbero state presenti anche su altri fabbricati già demoliti nelle settimane precedenti.

Un’interpellanza già presentata a novembre 2025 sulla TAV

La vicenda non è nuova al Consiglio comunale: già con un’interpellanza del 14 novembre 2025, un gruppo di consiglieri comunali aveva chiesto l’attivazione di misure di vigilanza sui cantieri TAV e la verifica del rispetto delle prescrizioni relative all’abbattimento delle polveri derivanti dalla demolizione di edifici e altri manufatti.

Ora, alla luce dei nuovi sviluppi, gli stessi consiglieri tornano a interrogare il Sindaco e l’Amministrazione comunale, chiedendo massima trasparenza nei confronti della popolazione residente.

Le domande al Sindaco: dai tempi delle demolizioni ai controlli sanitari

Tra i quesiti posti, i consiglieri chiedono di sapere quando il Comune sia stato informato per la prima volta della possibile presenza di amianto e da chi sia arrivata la segnalazione, quali sopralluoghi e campionamenti siano stati effettuati da Comune, Arpav e Ulss 8 Berica e quali ne siano gli esiti ufficiali.

Tra i punti più delicati dell’interpellanza, la richiesta di chiarire se le demolizioni abbiano rispettato la procedura di “strip out”, che prevede lo smontaggio delle parti non strutturali – porte, finestre, impianti, tettoie – prima dell’abbattimento delle parti strutturali dell’edificio. I consiglieri chiedono inoltre se sia stata la necessità di ridurre i tempi delle demolizioni a spingere IRICAV2, il soggetto attuatore dei lavori, verso una modalità di intervento che, secondo l’interpellanza, “pone seri dubbi dal punto di vista della sicurezza e della salute pubblica”.

Le altre domande riguardano gli eventuali controlli sui fabbricati già demoliti in precedenza, le misure adottate per impedire ulteriore movimentazione o dispersione del materiale, la possibilità di verifiche aggiuntive nelle abitazioni e nelle aree condominiali vicine al cantiere, e le condizioni che dovranno essere soddisfatte prima di autorizzare la ripresa dei lavori nell’area interessata.

I consiglieri chiedono infine che il Comune renda pubblici gli esiti degli accertamenti e dei campionamenti, una volta disponibili, garantendo ai residenti un’informazione completa e tempestiva.

La denuncia depositata da Italia Nostra

Italia Nostra Vicenza e ISDE Medici per l’Ambiente sezione di Vicenza, tramite i rispettivi Presidenti Mariagrazia Pegoraro e Francesco Bertola, hanno depositato in Procura della Repubblica del Tribunale di Vicenza un esposto-denuncia con richiesta di sequestro preventivo del cantiere in Viale Verona.

“Nessun cartello presso il cantiere segnalava la pericolosità dei lavori né i lavori stessi e l’impresa, nonostante le prescrizioni contenute nello stesso progetto definitivo AV/AC lotto n. 2 attraversamento di Vicenza” dichiara in una nota Maria Grazia Pegoraro, Presidente di Italia Nostra Vicenza.

“Un altro edificio nelle vicinanze, rispetto al quale i cittadini avevano segnalato alle autorità la presenza di amianto, è stato abbattuto di notte. Nessuno sa dove siano stati portati i materiali di abbattimento” si legge.

Che fine hanno fatto i controlli promessi sulla TAV?

Italia Nostra si chiede inoltre che fine abbiamo fatto i controlli “promessi” dal Comune e gli accertamenti ARPAV che nell’agosto 2024 rilevavano, in occasione dei primi abbattimenti, “l’incremento oltre i limiti di legge delle polveri sottili senza alcuna precauzione prevista dalla legge volta ad evitarlo?”.

Nella nota che riferisce l’esposto, la presidente di Italia Nostra conclude evidenziando l’indifferenza” per le leggi e la salute delle persone:si impone la revoca del finanziamento pubblico concesso per il secondo lotto TAV attraversamento di Vicenza attingendo agli stanziamenti del Piano Nazionale Complementare al PNRR che, ricordiamo, presuppone per ogni attività che non  arrechi danno significativo all’ambiente e che non aumenti i livelli di inquinamento già presenti”.